IDEE PER SARDINE/2 – SANITA’

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C’è chi forse ancora si commuove ascoltando Fratelli d’Italia. Ma c’è una cosa che dovrebbe farci sentire molto di più l’appartenenza alla nostra comunità: LA SANITA’ PUBBLICA.

E’ forse il frutto più alto della nostra Italia. Il simbolo vero e vivo di una comunità che offre assistenza gratuita a tutti. Nelle corsie degli ospedali pubblici ogni giorno per decenni si è praticata l’uguaglianza, la tutela dei diritti, la lotta alle discriminazioni, la cura della persona e della salute. I valori della Costituzione di cui parlano le sardine qui diventano, cercano di diventare realtà.

La sanità italiana per decenni è stata tra le migliori del mondo. Nelle graduatorie dell’Oms, nemmeno troppo tempo fa, eravamo al secondo posto soltanto dopo la Francia. E adesso? Mancano risorse, i governi da anni sono fermi a stanziamenti annuali intorno ai 120 miliardi (vedremo se i 2 miliardi dal 2020 promessi dall’esecutivo Conte arriveranno davvero). Qualcuno li ha addirittura tagliati, altri li hanno fittiziamente mantenuti costanti perché in realtà costituiscono una percentuale sempre più bassa della spesa complessiva. Mentre in molte regioni cominciano a mancare i medici (vedi il Veneto) e ovunque i giovani dottori sono tentati dalle strutture private che offrono stipendi più alti. Mentre restano sprechi spaventosi e si propongono sfide nuove, come quella dei nuovi costosissimi farmaci anti-tumorali che salvano la vita, ma mettono in ginocchio i conti.

E la nostra Liguria? Ecco un altro fondamentale terreno di impegno per le sardine. Qui, nelle corsie degli ospedali dove siamo accolti noi e le persone che amiamo, i valori per cui si manifesta nelle piazze diventano terreno di impegno reale. Immediato.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito a una scena difficile perfino da immaginare fino a poco tempo fa: la radioterapia di San Martino in tilt e i malati costretti a pellegrinaggi in pullman per farsi curare in altre città. Mentre tra i politici cominciava il solito scaricabarile: “E’ colpa di chi c’era prima”.

Già quanto sta accadendo per la radioterapia potrebbe essere un’occasione per le sardine per far sentire la loro voce in città.

Ma proviamo qui a mettere in fila qualche altra considerazione. A dare qualche elemento per considerare la questione sanità pubblica in Liguria, che sarà il tema centrale delle prossime elezioni regionali. Perché la sanità è il fulcro dell’azione amministrativa di una Regione. E qui non si confrontano soltanto due programmi diversi, ma proprio due modelli opposti: quello che predilige la privatizzazione, perseguito dal centrodestra, e quello che invece vuole puntare sulla sanità pubblica.

Mentre consultando i dati del Ministero della Salute sui Lea (Livelli essenziali di assistenza) e i recenti articoli di Repubblica emerge che la Liguria è agli ultimi posti nel Nord Italia, dopo Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia (e una manciata di regioni del centro Italia).

https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/10/26/news/sanita_ecco_la_classifica_delle_regioni_veneto_al_top-239523688/

http://www.salute.gov.it/portale/lea/dettaglioContenutiLea.jsp?lingua=italiano&id=4747&area=Lea&menu=monitoraggioLea

1. E’ giusto, come sta cercando di fare la giunta di centrodestra, affidare ai privati interi ospedali come sta avvenendo per Cairo, Albenga e Bordighera?
2. Ha senso proporre ai privati di realizzare un ospedale agli Erzelli, magari puntando su un polo oncologico o non si rischia di mettersi in concorrenza con l’Ircs Oncologico di San Martino a danno della struttura pubblica?
3. Non esiste il rischio che gli esami e le terapie con un maggior margine economico finiscano per essere realizzati nelle strutture private, riservando al pubblico le analisi e le cure che rischiano di essere in perdita?
4. Negli ultimi anni è stata creata Alisa, una Asl di programmazione con 190 dipendenti. Senza scendere nel dettaglio sull’effettiva necessità di questa struttura e sulla sua efficienza, si potrebbe chiedere che senso allora ha avuto mantenere 5 asl (più un policlinico Ircss e tre aziende ospedaliere autonome). Insomma, la Liguria, con 1,5 milioni di abitanti ha praticamente lo stesso numero di aziende del Veneto che di abitanti ne ha 5 milioni distribuiti su una superficie quasi quattro volte maggiore.
5. Come è stata curata la distribuzione dei farmaci compiuta dalle farmacie per conto delle asl? Parliamo dei farmaci per cure particolari e costosi prescritti in cicli di cure monitorati dai medici specialisti. La Corte dei Conti in passato aveva lodato la Asl di Imperia perché aveva  risparmiato denaro e disagi ai pazienti portando a casa i farmaci. Ora la stessa Corte dei Conti ha messo sotto la lente di ingrandimento i dati con cui la Regione ha giustificato la distribuzione dei medicinali nelle farmacie. Chi ci ha guadagnato da questa operazione? E’ stato davvero un vantaggio per i malati?
6. Il nuovo ospedale Galliera: è giusto che la Regione investa decine di milioni di denaro pubblico – una decisione, va detto, che risale anche alle amministrazioni precedenti a quella di Giovanni Toti – per realizzare una struttura completamente nuova? Non c’è il rischio che si tratti anche di un’operazione immobiliare realizzata con sostegno pubblico? Perché il Galliera è una strana creatura: fa parte del Sistema sanitario nazionale. Riceve finanziamenti regionali, ma con “una posizione peculiare”, come scritto sul sito. Pubblico, ma guidato da una fondazione presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, che svolge un ruolo non solo formale.
7. Sanità e imposte. L’Irpef regionale è destinata, quasi totalmente, alla sanità. Ma in passato erano esenti i contribuenti con un reddito inferiore ai 30.000 euro. La giunta di centrodestra ha mantenuto l’addizionale introdotta dai suoi predecessori, ma ha introdotto l’irpef regionale a partire dai 10  mila euro di dichiarazione annua.
8. Che fine hanno fatto le Strutture Complesse Consultoriali che per oltre 40 anni hanno compreso e integrato sul territorio i servizi di Neuropsichiatria Infantile, Riabilitazione (Logopedia, Neuropsicomotricità, Pedagogia) Medicina scolastica, Ginecologia, Pediatria, Psicologia infantile, Tutela minori, Percorsi nascita, Centro giovani, Centro maltrattamento e Abuso, Adozioni, Laboratorio dei conflitti? Tutti questi servizi, gratuiti e liberamente accessibili a tutti i cittadini, erano fondamentali per la tutela della maternità, dell’infanzia e dell’adolescenza, della coppia e della famiglia , come prevede la legge istitutiva del 1975. Decine di operatori e di famiglie avevano scritto un appello che Liguritutti aveva ospitato per chiedere che i consultori non fossero smembrati perdendo quel radicamento sul territorio indispensabile per garantire una capacità di intercettare e curare le situazioni di disagio. Com’è finita?
9. Nel 2015 Toti aveva usato parole di fuoco per criticare il progetto del nuovo ospedale di La Spezia. Oggi, passati cinque anni, il progetto arranca ancora. Mentre tra i finanziatori della fondazione di Toti, come ha ricordato l’Espresso, troviamo gli stessi imprenditori che devono realizzare la nuova struttura, quei Pessina che sono stati editori dell’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci.

 

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