Il giornalista di sinistra rischia di legittimare il neofascismo?

0
893

In tutto il pasticcio dell’evento organizzato dal circolo Ramo D’Oro in una sala del Municipio del Medio Levante manca, io penso, l’analisi di un aspetto importante: il ruolo del giornalista ospitato all’evento. Non è un tema secondario avendo il collega Riccardo Michelucci posizioni sicuramente più vicine ai valori della sinistra, dell’integrazione e dei diritti rispetto a quelle di CasaPound partito appoggiato dal Ramo D’Oro.

Breve riepilogo: Il Comune nega il patrocinio al gay pride. Pochi giorni dopo il capogruppo del Pd Terrile svela la concessione del patrocinio a un’iniziativa del Ramo D’Oro con patrocinio concesso dal Comune su richiesta del presidente del Municipio Vesco. L’assessora Serafini, sentito il sindaco, toglie il Patrocinio. Ma Vesco se ne impippa e garantisce comunque la sala al Ramo d’Oro sostenendo che sia un circolo antifascista. Come si possa essere antifascisti e sostenere Casapound o associazioni nostalgiche della Repubblica Sociale, o ancora vendere libri che negano l’olocausto è un mistero della fede. Ma veniamo al punto.

L’iniziativa era legata alla presentazione di un libro di Riccardo Michelucci “Storia del conflitto anglo irlandese”. Michelucci è uno studioso e ha scritto numerosi libri sul tema.

Questo il suo profilo: “Giornalista fiorentino, vive da sempre nella sua città. Ha lavorato a lungo nell’emittente del network di Radio Popolare e scritto per riviste e quotidiani tra cui “Diario”, “il venerdì”, “D di Repubblica”, “il manifesto” e “l’Unità”. Impegnato nel campo dei diritti umani, è autore di due libri: L’eredità di Antigone e Storia del conflitto anglo-irlandese. Nel 2011 ha vinto il premio letterario Firenze per le culture di pace, dedicato a Tiziano Terzani. Attualmente collabora con l’“Avvenire” e con Radio Rai 3”.

Che ci fa quindi Michelucci con un circolo dell’ultradestra che sostiene movimenti neofascisti?

Intanto c’è la questione neoirlandese. Se negli anni ’70/’80 la ribellione all’Inghilterra era tema caro alla sinistra oggi, vuoi per l’interpretazione identitaria del conflitto, vuoi per la matrice ultracattolica, vuoi per il tema del colonialismo, l’ultra destra se ne sta appropriando.

Poi c’è la questione dello scrittore: Michelucci scrive un libro e vuole venderlo. Sacrosanto. Ma credo sia anche consentito chiedersi se esistano limiti, specie se scritti e pensieri di un autore sono all’opposto delle posizioni di chi lo ha invitato.Si dirà: il confronto è l’anima della democrazia. Certo, ma democrazia è condivisione di una base di valori comuni, fra i quali non può esserci la rivalutazione del fascismo o la bazzecola della negazione dell’olocausto.

Come fa a convivere un premio intitolato a Terzani per la cultura della pace con i valori  di chi diffonde un libro intitolato: “Le camere mortuarie di Birkenau: funzione, sistema di ventilazione, impossibilità di gasazioni omicide”. ? A Michelucci, se vorrà l’ardua risposta.

LASCIA UN COMMENTO