Genovesi, lamentosi al cubo?

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di Ferruccio Sansa

“Io non ne posso più dei genovesi che si lamentano sempre. Per questo me ne sono andato in America. Basta, state sempre lì a lamentarvi, che palle!”. Francesco è tornato per qualche giorno a Genova. Ma vedi che la sua città gli sta stretta. Lo irrita. Chissà, forse ha ragione. Forse cerca anche un motivo per andarsene senza troppa malinconia. Senza sensi di colpa.

“Ma tu che cosa stai facendo tu?”, ribatte intanto Matteo, “Tu ti stai lamentando dei genovesi che si lamentano. Fai l’americano, ma sei un lamentoso al quadrato. Non vi sopporto più, voi che ve ne andate e ci fate la morale. Voi che vi lamentate del lamento degli altri”.

Vorresti intervenire, ma ti mancano le forze. Adesso siamo al lamento al cubo.

Oddio mio no. Ci risiamo. Quelle discussioni senza né capo né coda. Che ti si appiccicano addosso come ragnatele e non riesci a togliertele di dosso. Ti paralizzano. Basta non ne posso più. Io no, sono diverso. È soltanto che non sopporto più questi genovesi che si lamentano. E poi arrivano quelli che si lamentano del loro lamento. Finché c’è quello che si lamenta del lamento di chi si lamenta del lamento.

No, è tutta colpa vostra se siamo così. Io sono diverso. O forse no?

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