Genova, il volto del nuovo centro destra è un evergreen

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L’uomo che firma senza guardare è il perfetto emblema del vittorioso –per ora- centro destra genovese. Bucci e i suoi inventori, Toti e Salvini, hanno detto e giurato che con loro si sarebbe cambiato, che si mandava in soffitta il passato. Se a Tursi il futuro sarà davvero loro comincerà però con una bella iniezione di passato.

Il secondo più votato in Forza Italia è Stefano Anzalone, l’uomo buono per tutte le stagioni. Uno che ha debuttato in consiglio comunale, epoca Vincenzi, con l’Italia dei Valori, sì il partito di Dipietro, cioè quel signore che voleva mettere in galera Berlusconi che è poi il capo di Forza Italia. Anzalone all’epoca era una giustizialista  assessore allo sport. Nella giunta Doria però non gli hanno rinnovato l’incarico ma a lui non importava avere poltrone. Infatti, verso fine legislatura, proprio durante la votazione per la fusione Amiu Iren ha mollato Doria in braghe di tela. La sua deve essere stata una scelta dolorosa e sofferta ma visto che per dimenticare una delusione amorosa è meglio tuffarsi subito in un’altra, Anzalone, a campagna ancora da iniziare, aveva già tappezzato Genova con i suoi maxi manifesti. Chissà se il sovrintendente della polizia di Stato ha finalmente trovato la sua vera casa? Glielo auguriamo. Lui comunque è sempre pronto a traslocare. Intanto firma, non sa bene cosa perché sta guardando verso l’obiettivo, ma tanto sa che una firma non è per sempre.

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