Prendiamo la giunta Doria. Ha fatto diverse cose buone, altre meno buone, ha imboccato alcune strade che non erano quelle indicate durante la sua campagna elettorale. Ha un sindaco che non conosce l’empatia ma ha trasmesso, lui e i suoi assessori – alcuni dei quali  davvero provenienti da ambiti esterni alla politica  – un senso di moralità e dignità e sobrietà sostanziale che non è cosa di poco conto di questi tempi.

Tutto questo in un quadro nazionale che vede da un lato l’impegno politico trattato alla stregua del favoreggiamento alla prostituzione, dall’altro una riduzione continua dei finanziamenti agli enti locali.

Risultato: l’amministrazione Doria bersaglio di critiche, insulti e accuse che neppure i ladroni degli anni d’oro di Tangentopoli. C’è bisogno di qualcuno da insultare senza nemmeno essere di quelli che avrebbero voluto un no alla Gronda o al Terzo Valico, c’è bisogno di qualcuno da incolpare anche se si è di quelli che vorrebbero privatizzare tutto il settore pubblico  “perché gli statali son tutti fannulloni”.

Aggiungi che le personalità in grado di far dimenticare antipolitica e penuria di fondi, nei partiti scarseggiano come l’acqua nel deserto, e allora si capisce come si è arrivati a questo punto.

Alla Paura di candidarsi. Al terrore che serpeggia nei partiti dove sembrano essere diventati tutti squisiti damerini di Versailles “Ma no, prima lei” “Io lo faccio se proprio vi serve” “Monsieur, non mi sento all’altezza”.

Forse vanno capiti. Voi che ne pensate?

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