Apprendiamo dal Secolo XIX che il presidente della Regione Liguria Toti, il sindaco di Genova Bucci, l’assessore Rixi e il presidente del porto Signorini, per andare in Svizzera ad incontrare l’armatore Aponte patron di Mic hanno ottenuto un passaggio sull’aereo privato pilotato da Alessandro Garrone, vicepresidente Erg.
Dice Toti nell’intervista che ” Garrone è un amico”  e loro hanno accettato il passaggio.
L’episodio è antropologicamente interessante.

In un primo momento si potrebbe risolvere tutto con la considerazione più ovvia: Toti non brilla per senso dello Stato, del ruolo di pubblico amministratore che deve avere con soggetti privati – specie con importanti imprenditori che del pubblico sono sovente controparte o che al pubblico chiedono autorizzazioni, permessi, licenze, finanziamenti – rapporti esclusivamente istituzionali, a rischio anche di sacrificare rapporti di amicizia. Sempre su questa linea di riflessione forse pure gli altri compagni di viaggio difettano leggermente di questa sensibilità, tanto più che Bucci e Signorini sono invenzioni di Toti e che Rixi avrà soprattutto intravisto l’occasione per rifornirsi di cioccolata evitando che il suo partito andasse di nuovo a comprarla all’outlet di Serravalle mettendola in carico ai liguri (per queste ed altre spese Rixi è imputato con al processo spese pazze).
Ma, dicevamo, è anche possibile un altro tipo di lettura.
Partiamo da quella frase pronunciata da Toti:” Garrone è un amico”
Ma quando mai!
Toti e Garrone non risulta abbiano fatto le stesse scuole, non andavano assieme in vacanza da ragazzini, risulta siano cresciuti in città diverse, non giocavano tutti i giovedì a calcetto, non risulta si siano ubriacati assieme la prima volta o siano stati testimoni ai rispettivi matrimoni, certo non sappiamo se Toti tutte le sere gli mandi uno smile e l’altro gli risponda con un pollice alzato. Insomma un amico dovrebbe essere almeno un paio di queste cose e soprattuto l’amicizia per dirsi tale dovrebbe avere radici profonde, ma passiamo oltre.

Quello che racconta il volo della simpatica brigata è un’altra cosa ancora.

È il senso di appartenenza a un gruppo di potere. È la consapevolezza che noi che veniamo da storie di piccola o media borghesia, che da ragazzi non avevamo un papà proprietario di squadre di calcio e di un paio di raffinerie, che eravamo insomma dei normali sfigati come tutti gli altri, oggi, grazie alla politica possiamo definire amico un miliardario, possiamo ottenere un passaggio in aereo senza sentirci in dovere di ricambiare, possiamo, soprattutto, farlo senza dover dare spiegazioni ai cittadini, molti dei quali, anzi, ci invidieranno perché siamo andati in aereo con un miliardario a parlare con un altro miliardario.
E naturalmente non è questione di partiti o di ideologie. Pochi anni fa, nel periodo della massima cementificazione di Savona, l’allora sindaco Carlo Ruggeri ex Pci e poi DS, assieme all’allora potentissimo presidente del porto Rino Canavese, per discutere, o meglio, recepire il progetto dell’architetto spagnolo Bofill, volarono a Barcellona ospiti dell’aereo degli imprenditori Orsero, che erano i principali finanziatori del progetto immobiliare. Anche a loro non passò per l’anticamera del cervello che fosse un comportamento forse poco opportuno. E oggi forse nessuno ricorda quel viaggio anche se sono ben presenti alcuni sviluppi successivi, come ad esempio il coinvolgimento nello scandalo dei fidi facili Carige proprio degli Orsero, uno dei quali, guarda caso, era anche nel consiglio di amministrazione dell’allora Cassa di Risparmio di Savona. Potere, sempre e solo potere.

In conclusione, quello che ci insegna il volo Genova Svizzera di Garrone e Toti, è che oggi c’è una classe politica che non capisce o non vuole capire, o le conviene aggirare il tema, che un rappresentante delle istituzioni non dovrebbe, come dicevano un tempo le mamme, dare confidenza a un imprenditore. Perché? Se non l’avete capito vi meritate Toti.

 

PS: naturalmente questo post verrà immediatamente rimosso nel caso in cui l’amico Ale Garrone volesse accompagnarci in elicottero a Lucca il 23 settembre per il concerto dei Rolling Stones

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