“Franco Frattini è il giudice giusto sulla ‘ndrangheta a Ventimiglia?”

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Nel febbraio 2012 veniva sciolto e commissariato per condizionamento della ‘ndrangheta il Comune di Ventimiglia, la città di confine considerata dall’Antimafia uno degli avamposti strategici delle cosche calabresi. A seguito delle risultanze univoche e convergenti dell’indagine disposta dal Prefetto di Imperia, a seguito di un Esposto dell’Onlus “Casa della Legalità”, venivano sciolti il consiglio comunale e la giunta espressione delle elezioni del 2007, in cui era stato eletto il candidato promosso da Claudio Scajola, Gaetano Scullino (coinvolto nel processo è stato assolto con formula piena).

Scullino impugnò il provvedimento che destituiva la sua amministrazione. Il TAR gli diede torto, confermando la correttezza degli Atti che hanno determinato lo scioglimento e commissariamento per condizionamento della ‘ndrangheta. Le tre Relazioni (Commissione di Indagine, Prefetto e Ministro dell’Interno) motivavano dettagliatamente, documentavano le criticità riscontrate.

Scullino non accetta il verdetto e, come suo diritto, ricorre in Consiglio di Stato. In questa sede, la 3° sezione accoglieva il suo ricorso. Da un lato giustificava le irregolarità ed illegalità emerge nell’azione della sua amministrazione, ribaltando la giurisprudenza consolidata dello stesso Consiglio di Stato, dall’altro, pur affermando che la valutazione non poteva considerare l’aspetto penale, alla fine proprio sulla base della valutazione penale, annullava lo scioglimento e commissariamento.

Più di Scullino era Claudio Scajola ad esultare. Lui ha sempre negato la presenza della ‘ndrangheta in Liguria e tuonò contro inchieste e provvedimenti della magistratura contro le cosche. Sullo scioglimento del Comune di Ventimiglia tanto tuonò, attaccando chi aveva osato indicare il problema, che è stato recentemente rinviato a giudizio dalla Procura di Imperia per diffamazione ai danni del Presidente della Casa della Legalità, Christian Abbondanza, già oggetto di minacce da parte degli esponenti della ‘ndrangheta.

Il silenzio istituzionale sulla vicenda viene rotto dalla Casa della Legalità che, citata in giudizio al Tar ed in Consiglio di Stato proprio da Scullino, impugna la Sentenza della 3° Sezione del Consiglio di Stato chiedendone la revocazione. Non è una questione che entra nel merito, bensì di puro Diritto, perché quell’errore clamoroso che ha portato i giudici ad esondare dalle loro competenze, rischia di compromettere l’applicazione generale della norma di prevenzione antimafia.

Quando la Casa della Legalità deposita il ricorso, lo Stato si risveglia dal letargo e, attraverso l’Avvocatura dello Stato, si costituisce la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Imperia, affiancando l’associazione antimafia.

Nel frattempo la Corte di Cassazione annulla le assoluzione degli imputati del processo “MAGLIO 3” che era l’indagine richiamata negli Atti dello scioglimento del Comune. Una Sentenza, quella della Cassazione, che rimanda in Appello il processo, stroncando pesantemente quella “curiosa” tesi dei giudici genovesi secondo cui seppur risultava dall’indagine che gli imputati fossero ‘ndranghetisti, non essendo chiaro cosa facessero, non li si poteva condannare per 416-bis.

L’esame del ricorso straordinario di revocazione, per cui vi è stata il 22 giugno la discussione in udienza pubblica del Consiglio di Stato, viene assegnato, curiosamente, alla stessa 3° Sezione che aveva pronunciato la Sentenza impugnata.

Ma vi è di più. Il Presidente del Collegio giudicante è Franco Frattini. Non un onomino, bensì proprio il politico di FI-PDL, più volte ministro dei Governi Berlusconi insieme a Claudio Scajola.

Già questa situazione rappresenterebbe una situazione di opportunità per cui sarebbe stata opportuno che Frattini avesse dichiarato la sua astensione dall’esame del ricorso. Ma Frattini non ha optato per la sua astensione e questa scelta assume un contorno di inquietudine per un altro fatto assolutamente significativo.

Proprio Franco Frattini, nel maggio 2007, da Vice Presidente della Commissione Europea, si recò a Ventimiglia ad un convegno, presso il Comune, che lo vedeva accanto all’immancabile Claudio Scajola e, soprattutto, all’allora candidato sindaco  Scullino, sulla cui vicenda ora Frattini deve valutare nella sua nuova veste di Presidente del Collegio del Consiglio di Stato.

Niente di illecito, fino a prova contraria, ma una situazione di opportunità su cui i cittadini hanno il diritto di essere informati.

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