Io, finta ligure, vi svelo il Giappone di Antonietta Pastore

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Di Francesca Marson*

FINTA LIGURE – È così che ho iniziato a definirmi quando, inseguendo libri e sogni, ho cominciato a vagare per la penisola.

Trentina nei tratti e nel cognome, a Genova – tra i suoi caruggi – in realtà sono nata e cresciuta. Sentendomi sempre fuori posto, allontanandomi appena ne avevo la possibilità.

È stata proprio la lontananza, forse, a farmi amare la mia città di mare.

Spesso mi capita di guardare l’orizzonte. Sperduta, sento la mancanza di qualcosa. Il mare è diventato un arto fantasma: qualcosa che non posso più vedere tutti i giorni, ma che porto dentro di me. Quando posso, torno. Torno, spinta dalla voglia di condividere la passione che mi ha portata lontano. Accolta dal sorriso di Fabio Masi, nel suo labirinto di carta e inchiostro nel cuore della città vecchia – L’amico ritrovato – organizzo incontri tra autori e lettori.

*Venerdì 29 aprile, alle 18.30, Antonietta Pastore – traduttrice delle opere di Haruki Murakami – presenta il suo romanzo Mia amata Yuriko (Einaudi) a Genova, proprio all’Amico ritrovato, in via Luccoli 98r.

Una storia delicata, ambientata nel Giappone della seconda guerra mondiale, che dimostra quanto i legami autentici possano resistere alle intemperie della Storia. Con l’autrice, la scrittrice Barbara Fiorio e l’editor Einaudi Angela Rastelli. Per immergerci pienamente nelle atmosfere del romanzo, a fine incontro seguirà un aperitivo a base di sushi.

Tra le pagine del romanzo, Pastore pone un interrogativo. Si chiede se, in fin dei conti, soffrire per la mancanza di qualcuno che amiamo, non sia un modo per non staccarcene davvero. E forse è vero: io, dalla mia città di mare, non mi sono staccata mai.

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