“FIGLIO MIO, DIRE GRAZIE E’ SBAGLIATO”

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Strisce pedonali.

Il figlio alza la manina: “Grazie”, rivolto all’auto che si è fermata giusto sul suo alluce per farlo passare.

Il padre: “Perché lo hai ringraziato?”.

Il figlio: “Mi hai detto tu di dire sempre grazie!”.

Il padre: è vero. Questo non lo dice, lo pensa soltanto.

Il figlio: “Si è fermato per farmi passare”.

Il padre: “Doveva farlo, è un obbligo”.

Il figlio: “Ma gli altri vanno sempre avanti!”.

Il padre: “Il pedone hanno sempre la precedenza”, assume un’espressione seria, le sopracciglia leggermente arcuate: “Devo spiegarti una cosa…”.

A questo punto il figlio con gesto abile gli sfila il telefonino dalla tasca e comincia a giocare a Clash Royal.

Il padre: “Vedi… quell’uomo non ti ha fatto un favore. E’ tuo diritto passare sulle strisce pedonali prima dell’auto. Il pedone è il debole e la macchina è più forte di lui. Per questo l’auto deve fermarsi. Chi è più indifeso deve essere più protetto”.

Il figlio, gli occhi inchiodati sul telefonino: “Me lo hai detto tu di ringraziare sempre”.

Il padre: “Sì, è vero. Ma… questo è un tuo diritto. Se tu ringrazi quel tizio gli farai pensare che… ti ha fatto un favore. Rispettare la legge, rispettare i diritti degli altri non è una concessione…”

Il figlio: “Una concessione… ehi sono arrivato al livello nove!”, alzando le braccia al cielo.

La mamma al padre: “Sei diventato un vecchio bilioso”.

Il padre: è vero, nemmeno questo lo dice.

La madre: “E’ bello ringraziare sempre. Comunque. Non devi preoccuparti di come l’altro percepirà il tuo gesto, l’importante è farlo”.

Il padre: è vero. E non è vero.

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