Erzelli, il coraggio di dire “NO”

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Almeno una persona ci ha messo la faccia: Aristide Massardo, preside di Ingegneria. Uno che il progetto lo conosce bene. Ha detto che lui a Erzelli non ci crede. Onore al merito.

Sarebbe utile anche riportare chi voterà “SI'”. A futura memoria, se mai qualcuno busserà alla porta per chiedere il conto.

Perché oggi potrebbe arrivare il via libera dell’Università. Finirà come accade sempre in Italia per le grandi opere: vengono votate e poi si dice che non si può tornare indietro sennò i privati fanno causa al Comune e alla Regione.

Come se l’approvazione fosse arrivata da sola. Sim sala bim, come diceva il Mago Silvan.

Insomma, ci si infila da soli la corda intorno al collo e poi si dice che a muoversi si resta impiccati.

Intanto, come se si stesse parlando di spiccioli, IL CONTO PER TRASFERIRE L’UNIVERSITA’ A ERZELLI E’ SALITO ALLA STRATOSFERICA CIFRA DI 170 MILIONI.

SENZA DIRE DEL FIUME DI SOLDI PUBBLICI – CIOE’ NOSTRI – CHE ANDRA’ PER REALIZZARE LE INFRASTRUTTURE: STAZIONI FERROVIARIE, FUNIVIE.

Con la stessa cifra si poteva costruire un’università nuova di zecca, nel posto che conveniva agli studenti e non ai privati. Per non dire di metropolitane, scuole, strutture sportive. Scegliete voi…

E sarebbe bello fare ancora qualche domanda ai protagonisti di questo progetto: politici e imprenditori che prima sostenevano il centrosinistra di Claudio Burlando e Raffaella Paita e oggi il centrodestra di Giovanni Toti (quello che agli Erzelli ci vuole mettere ospedali e uffici della Regione). Per esempio sarebbe bello sapere se nella decisione non pesino in modo decisivo i 250 milioni che Erzelli hanno ottenuto da Carige – in base a quali garanzie? – e che devono restituire per non pesare come una zavorra sui destini della banca.

Insomma: il destino della città e di un fiume di denaro pubblico – cioè nostro – è deciso in base ai nostri interessi oppure a quelli di una banca e di un progetto privati?

Una domanda semplice: qualcuno risponderà mai?

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