“DOVE ERAVAMO NOI QUANDO E’ CROLLATO IL PONTE?”

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La copertina con l’illustrazione di Nicola Magrin

“Grazie agli autori che hanno accettato di scrivere un racconto per questa antologia”. Ti senti dire così da Nicolò De Mari alla presentazione del libro “Il Ponte, un’antologia” (Il Canneto). Ma qualcosa non ti torna.

E alla fine capisci: come accade spesso, senti di dover capovolgere la prospettiva. Dovresti essere tu a ringraziare perché ti hanno offerto l’opportunità di scrivere del ponte.

Ti sentivi dentro tu un peso dalla mattina del 14 agosto, alle 11,55, quando sei arrivato sotto il Morandi. E hai incontrato Davide Capello che usciva dalle macerie miracolosamente vivo. Intorno era tutto polvere, nell’aria, nel respiro. Sotto tonnellate di cemento scorgevi grovigli di lamiere, resti di auto; una bambola sporgeva da un finestrino. Ti pareva – non hai mai capito se fosse vero – di sentire ancora voci.

Ci sentiamo tutti un peso dentro da quel giorno. Riuscire a comunicarlo – non certo a liberarsene – è un dono.

Questa tragedia ha diviso in due Genova, come Berlino. Ma, di nuovo proviamo a capovolgere la prospettiva, ci ha ricordato di essere comunità. Città… e una grande città.

“Dov’eri quando è successo?”, ce lo siamo chiesto tutti. Nell’antologia c’è un racconto molto bello di Sergio Badino che si intitola proprio così.

Ma forse la domanda è ancora più grande: dov’eravamo tutti noi, dov’era Genova, quando è successo? Ci eravamo persi. Eravamo lontani da noi stessi e dagli altri. Chissà che questa terribile tragedia almeno ci abbia ricordato chi eravamo, chi possiamo ancora essere. Insieme.

“Il ponte”, antologia di 42 racconti, a cura di Emilia Marasco e Nicolò De Mari, Il Canneto editore. I ricavati della vendita saranno devoluti a iniziative a sostegno della Valpolcevera

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