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Pare che avesse tentato di candidarsi anche alle primarie repubblicane del Nebraska per insidiare la corsa di Donald Trump. In Russia ha corso come Stanislao Mussorgsky,  ma nonostante l’abile espediente è stato smascherato dagli emissari di Putin.
Una cosa è certa: la candidatura di Enrico Musso è una certezza. Uno di quei riti che con la loro ripetitività nascondono il passare del tempo e ti fanno sentire sempre giovane. Come la festa della focaccia, i fuochi di Recco e il plaid tiepido a ottobre.
Cosa sarebbe Genova senza la candidatura di Musso? Ormai le schede elettorali le stampano già con il nome Musso sopra.
Molto più avanti di Grillo. Oltre la post-politica. Nè di destra, nè di sinistra. Musso. Punto e basta.
Prima – quando aveva i pantaloni corti – consigliere comunale Pli. Poi candidato sindaco, poi senatore, poi candidato alle europee, poi candidato alla Regione. Oggi eccolo con la lista per le comunali. Lista Musso. Primo nome in lista Musso. La sorella.
La zia purtroppo non ha potuto candidarsi perché era residente a Cicagna. Ma tornerà buona per le elezioni in quel comune.
Enrico Musso agli amici racconta sempre il suo più grande rimpianto: non essersi potuto candidare al conclave del 2013. Aveva già pronto il nome da Papa: Musso I. Bergoglio tira un sospiro di sollievo

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