DA GENOVA A SCAMPIA, UN CARNEVALE PER RISVEGLIARCI

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Diversi genovesi hanno stabilito in questi anni forti legami con la Scampia sociale, il volto buono della periferia per eccellenza, fatto di associazioni, parrocchie, centri sociali e attivisti vari. Occasioni di volontariato, di collaborazione, di progetti e di amicizie, tra due mondi, Napoli e Genova, che molto hanno in comune da tanti punti di vista. Era la prima volta però che vivevo di persona il Carnevale di Scampia. Da 37 anni il Gridas (Gruppo Risveglio dal Sonno) promuove a Scampia un carnevale sociale divenuto simbolo per tutta Napoli e richiamo per attivisti di tutta Italia. Un’intuizione dell’artista locale Felice Pignataro, scomparso nel 2004, noto per i suoi inconfondibili murales di forte critica sociale ma anche di grande speranza e umanità. Ogni anno il tema lanciato dal Gridas viene ripreso da tutte le associazioni, centri sociali, parrocchie che costruiscono carri e pupazzi dal piglio ironico e provocatorio verso politiche di chiusura, omologazione, consumismo e individualismo. Quest’anno il tema era “I cantastorie. Chi la conta giusta e chi no”.
E con Genova c’è qui l’ennesimo legame: infatti Felice Pignataro in occasione del G8 del 2001 venne a Genova a regalare uno dei suoi murales, ancora in bella vista (speriamo a lungo, senza vandalismi) vicino al Matitone, prima di entrare a Genova Ovest. Un sole che brilla e persone di ogni provenienza, genere, età che si stringono la mano, sorridendo. La storia di un mondo possibile, reale, più bello, che ancora dobbiamo saper vedere, in tempi bui, tra le pieghe della realtà e delle sue paurose narrazioni.

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