Credevo fosse amore e invece erano ombrelli

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E’ questione di un attimo, di una corrente d’aria che fra i milioni di combinazioni possibili sceglie proprio quella. Così, due fra i mille ombrelli che in questi giorni di Euroflora colorano il cielo sopra Genova, scelgono di abbracciarsi. Sì è un abbraccio un po’ rigido, perché i manici mica sono di gomma.

Giallo e blu si agganciano e chissà se la combinazione policroma li convince o se invece avrebbero preferito il blu l’arancione e il giallo il lilla, tanto per dire. Invece si sono messi assieme. Amici, amanti occasionali? E se fossero prigionieri? A vederli così non traspare insofferenza. Si vede che stanno bene insieme. E poi vuoi mettere: quelle lunghe fila di ombrelli allineati che assomigliano a un battaglione di soldati. Uno dietro l’altro, fermi, tutti nella stessa posizione, mai un sussulto, una botta di vita. Costretti a tenersi uno lontano dall’altro, di poco eh, però quel tanto che basta a non mischiarsi, un arcobaleno sempre uguale. Che palle!

Blu e giallo non ne potevano più. Quando hanno avvertito il refolo ci sono saltati sopra e in un attimo eccoli prendersi mano nella mano.

Ma, se alla fine il verde non fosse il loro destino? Se si accorgessero che preferiscono altre tonalità?

Toccherà aspettare un’altra improbabile raffica di libeccio. Oppure la fine dell’iniziativa. Quando, dopo il rompete le righe, ogni parapioggia riprenderà la sua strada e forse, un giorno, giallo e blu si incontreranno di nuovo, stretti con altri loro  simili nel portaombrelli di un ristorante, umidi, scoloriti e con qualche stecca rotta, e allora capiranno davvero se quell’abbraccio volante era vero amore.

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