Colombo ripulito da naviganti come lui

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I giardini, o meglio le aiuole e l’area che circondano la statua di Cristoforo Colombo davanti alla stazione Principe fanno sempre piuttosto anguscia.

Sporcizia ed erbacce sono la norma. Oggi la zona è ripulita perché un gruppo di migranti ospiti di un centro è andato a rimuovere i rifiuti e tagliare l’erba che circondavano il navigatore. Probabilmente utilizzare gratuitamente il lavoro di chi scappa dal suo paese non è la quadratura perfetta del cerchio della solidarietà ma di fronte all’emergenza è comunque uno scambio fra le parti, un segno di disponibilità e un’immagine che serve a tacitare quelli che “i migranti sono fannulloni e hanno tutti l’iPhone”.
E visto che oggi si vive molto di simboli, foto, selfie, istantanee, l’idea che della cura del genovese più celebre debba occuparsi gente che come lui ha attraversato mari e pericoli alla ricerca dell’ignoto (brama di conoscenza e di ricchezza per il vecchio Cri, sopravvivenza e nuove opportunità per i profughi di oggi), e che il decoro del più grande degli esploratori debba dipendere non dai suoi concittadini ma dai pronipoti di popolazioni che anche a causa di Colombo vennero deportate e schiavizzate, beh tutto questo rende oggi la piazza della stazione Principe più interessante, oltreché pulita.

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