Cinghiali, migranti e uominastri

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Prendete un post su Facebook di queste ore che racconta dei cinghiali metropolitani genovesi. Date un’occhiata ai commenti. Nonostante i cinghiali rischino di accoppare qualche passante a colpi di zanne, la maggior parte degli interventi sono di assoluta difesa degli ungulati. Se poi c’è chi suggerisce battute per abbatterli i toni si alzano fino a dare dell’assassino a chi propone di ucciderli a fucilate.

Ora prendete un post che riguardi la nuova emergenza migranti a Ventimiglia. Il sindaco del Pd si è dimesso dal partito per provare ad attirare l’attenzione visto che dopo la visita passerella del ministro Alfano le cose sono addirittura peggiorate e sta nascendo una giungla tipo Calais sugli argini del Roya. Leggete bene i post, davvero, provate a leggerli: pochi, pochissimi si immedesimano con chi lotta sui barconi. Pochissimi immaginano di vedere se stessi o i propri figli in mezzo alle onde. Tanti distinguono tra rifugiati con il bollino blu e clandestini da rispedire a casa. Non importa che laggiù muoiano di fame.

Difficilmente troverete toni appassionati come per i cinghiali o porcastri che siano.

E chissà se a scrivere tanti commenti sui migranti sono uomini oppure uominastri.

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