C’è qualcosa di stonato nel post che il vice-sindaco Stefano Balleari ha messo su Facebook. Si vede l’immagine del vice-sindaco, accanto c’è il logo del Comune. E accanto c’è l’annuncio che presentando la tessera sanitaria in farmacia sarà possibile ritirare due mascherine.

L’impressione è quasi che a regalare graziosamente le mascherine sia il vice-sindaco e non un ente pubblico con i nostri soldi. La seconda impressione è che sia un messaggio inopportuno perché – diamo il beneficio della buona fede – senza volerlo pare associare la promozione politica a un’attività che il Comune ha il dovere di compiere: difendere la salute dei cittadini, appunto con risorse pubbliche.

Purtroppo non è la prima volta che abbiamo, senz’altro sbagliando, questa impressione: che si mischi inopportunamente la gestione delle tragedie con la promozione di una parte politica.

Non sarebbe una reato, ma sarebbe inopportuno. E diciamoci la verità potrebbe apparire a qualcuno anche piuttosto squallido: approfittare dello spaesamento delle persone di fronte alle disgrazie e del bisogno di riconoscersi in chi rappresenta la comunità.

Un dubbio che ci è venuto più volte osservando le ormai infinite inaugurazioni che hanno accompagnato la ricostruzione del ponte. Una, due, tre, quattro. Ormai siamo vicini alla decina e il ponte non è ancora pronto. Non solo: vicino al sindaco Marco Bucci, che ha un ruolo effettivo nella ricostruzione, si appiccicano figure che poco o nulla hanno fatto. Sì, un po’ triste. Malinconico. Uno scatto con il ponte alle spalle porta consenso e voti.

Un’impressione che si ripete oggi per il virus. Arrivano a casa le mascherine accompagnate da un foglio che porta bene in evidenza accompagnate da un foglio che porta bene in evidenza il logo della Regione. No, non c’è da vantarsi, è dovere della Regione difendere la nostra salute.

Intanto nelle strade compaiono manifesti che ringraziano i medici e subito accanto alle foto dei sanitari in prima linea troviamo il logo della Regione e del Comune.

E’ opportuno? Non c’è il rischio che le tragedie possano essere cavalcate da qualcuno per raccattare consenso?

Non sarebbe solo malinconico. Sarebbe anche affrettato, perché in Liguria l’emergenza virus non è stata certo un esempio di buona amministrazione. Lo dimostrano i dati della mortalità, i contagi nelle rsa, il terribile affanno in cui si sono trovati diversi ospedali (indeboliti dai tagli, dalla scarsa attenzione per i medici di base e dalla corsa alla privatizzazione della nostra sanità).

Probabilmente il vice-sindaco non voleva farsi propaganda. Ma ci pensi meglio: quello che sta facendo è soltanto il suo dovere. E comunque, ci creda, non c’è molto da vantarsi su come è stato affrontato il coronavirus.

IL LOGO DEL COMUNE NON E’ DI UN SINDACO, NON E’ DI UN ASSESSORE. NON E’ NEMMENO DI UN PARTITO. E’ DI TUTTI NOI

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