Eccolo, a reti unificate, Giovanni Toti che inveisce contro il Governo per il disastro delle autostrade e dei treni regionali. Tutta colpa loro. Eccolo che si erge a paladino dei liguri intrappolati per ore in tunnel e viadotti.

Ma è giusto così? Questo disastro non è anche colpa di Toti che – avvicinandosi le elezioni – è terrorizzato all’idea che la rabbia dei liguri si riversi sulle sue spalle?

Dispiace per Toti, ma la responsabilità è anche sua. Proviamo a vedere perché.

Cerchiamo di essere semplici, anche se la materia è complessa. Certo, c’è una legge del 1998 che attribuisce allo Stato “la competenza della materia allo Stato cui attribuisce pianificazione pluriennale della viabilita’ e alla programmazione, progettazione, realizzazione e gestione della rete autostradale e stradale nazionale”.

Caso chiuso? Ha ragione Toti a puntare il dito verso Roma? No, vediamo perché. Dopo quella legge è arrivata la riforma della Costituzione (Titolo V) che tra le competenze concorrenti (condivise cioè tra Stato e Regione) indica anche “grandi reti di trasporto e di navigazione”.

E’ uno degli elementi di quello che gli studiosi di diritto e trasporti hanno definito “federalismo autostradale”, quindi caro anche alla Lega. Le Autostrade devono essere anche affidate alle Regioni.

Ma andiamo avanti, la materia è spinosa. Tanto che negli anni la Corte Costituzionale è intervenuta più volte sulla questione: le autostrade spettano soltanto allo Stato o anche alle Regioni? E i giudici sono arrivati alla conclusione che gli “aspetti gestori e di utilizzazione” non sono tra quelli affidati esclusivamente allo Stato.

Le Regioni, cioè, possono intervenire. Anche la Liguria, amministrata da cinque anni da Toti e dal centrodestra, può e poteva intervenire.

Ma c’è altro. Vediamo cosa dice uno dei massimi esperti italiani di diritto dei trasporti e di autostrade, Maurizio Maresca, che certo non può essere accusato di essere ostile a Toti e al centrodestra ligure. Anche suo figlio Francesco è assessore nella giunta di Marco Bucci. Dice Maurizio Maresca: “Quanto alle competenze, non vi è dubbio che le parti nei contratti di concessione sono il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed i gruppi concessionari. Spettava – e spetta – quindi al concedente ed ai concessionari, secondo le concessioni stesse, provvedere. E’ anche vero però che, a prescindere dalla gestione del contratto di concessione, Stato e Regioni (a statuto ordinario o speciale) e Province autonome condividono la competenza legislativa (Art. 117 C) per risolvere i problemi di viabilità, in presenza del grave ritardo: e per assicurare il servizio di interesse economico generale… secondo “standard di qualità, sicurezza, continuità ed a condizioni economiche ragionevoli”. 

Se lo dice Maresca… ma la Regione Liguria allora ha fatto la sua parte?

Insomma, pare proprio che la Regione Liguria avesse competenze nella gestione e nell’utilizzo delle nostre autostrade. E che quindi, se qualcosa non funziona, non possa tirarsi fuori.

Ma c’è dell’altro: anche l’Unione Europea è intervenuta nella materia – la disciplina Ue dovrebbe prevalere anche sulla legge del 1998 – sostenendo che il servizio autostradale rientra tra quelli di interesse economico (ne sanno qualcosa i liguri in questi giorni!) e quindi vada riservato anche agli enti locali. Ancora una volta loro: le Regioni.

La prova decisiva forse arriva proprio dalle parole di Toti. In un’ordinanza dei giorni scorsi la Regione Liguria ordinava ad Autostade di predisporre un piano di interventi e di comunicarlo all’amministrazione. Bene. Però c’è un passaggio che colpisce: “Si adotta la presente ordinanza – scrive la Regione Liguria – in qualità di autorità competente in materia di sanità pubblica, nonché nell’esercizio della funzione di coordinamento della rete viaria”.

Ecco, lo dice la stessa Regione: il coordinamento della rete viaria spetta a loro. Somiglia tanto a un’ammissione. Dove era dunque la Regione in questi cinque anni? Che cosa ha fatto?

Certo, verrebbe da ricordare a Toti altre circostanze: la Lega – suo partito di riferimento in maggioranza – in passato ha ricevuto finanziamenti (leciti) da società del gruppo Autostrade. Lo stesso Governatore e il sindaco Bucci hanno ricevuto contributi (leciti, fino a prova contraria) da società del gruppo Gavio che gestisce molte autostrade del Ponente e del savonese. Chissà se sono le persone giuste per fare la voce grossa con i concessionari.

La vostra competenza è ancora più chiara nel settore del trasporto ferroviario come emerge da un recente (12 giugno 2020) dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1104389.pdf

Sono discorsi complicati. Ma necessari. I cittadini hanno il diritto e il dovere di informarsi su questioni decisive.

Quando vedremo Toti puntare il dito contro governi e ministeri potremmo fargli una domanda: Governatore, dov’era in questi anni? Non doveva fare qualcosa anche lei?

1 COMMENTO

  1. Dove volevate che fosse Toti in questi cinque anni?
    In campagna elettorale dal giorno dopo la sua elezione a presidente della regione, cioè dal 12 giugno 2015.

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