Caro Scajola, l’aspetta il viale… dei giardinetti

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Caro Scajola, ci permetta la confidenza derivante da una decennio di vivaci contrasti.

In fondo le vogliamo bene. Non ci foste stati lei e l’altro Claudio in questi anni avremmo trascorso ore rovinandoci con la cirulla o le boccette.

Lei ha riempito le nostre e le vite dei liguri. E’ quindi con affetto che ora le suggeriamo il viale dei giardinetti. O la via della bocciofila, o la panchina davanti a un cantiere, che quelli dalle sue parti non mancano mai.

Prima le coltellate dell’ottuagenario Silvio, che la dichiarò impresentabile, poi una magistratura che non riuscendo a incastrarla per reati gravi iniziò a perseguitarla per un pezzo di coccio in giardino, la tinteggiatura della sua villa, addirittura una lettera anonima. Ha vinto più round lei con i tribunali che Alì sul ring.

Quindi adesso ne esca bene, con dignità. D’accordo è arrivato quel rovina famiglie di Toti a spezzarle il cuore (vabbè anche lei ne avrà uno, magari a sua insaputa) strappandole suo nipote Scajola Junior. Ma lo sa com’è Marco, il ragazzo, mica come lei in grado di resistere alle tentazioni. A lui han dato un assessorato, gli fanno guidare le ruspe e ha una nuova confezione di Lego per costruire case di tanti colori, gli hanno messo in mano la pista ciclabile per farci tornare a lavorare i vecchi amici, Maroni e Zaia se lo son lavorato una sera e addio patto dei moderati. Non se la prenda, è andata così, c’è una vita oltre Forza Italia. No, non con la Carige, che son finiti i bei tempi, ma si dedichi ai suoi olivi. Anzi, magari un giorno vada per funghi con Burlando e glielo spieghi pure a lui che ormai tutti noi possiamo farcela anche senza di voi.

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