Carige, la visione industriale contro quella finanziaria, dico sì a Malacalza

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di Gino Barile*

In questi momenti si sta svolgendo un duro scontro all’interno del CdA della banca Carige per orientare la Banca verso un rilancio ed una politica economico industriale, che crea lavoro e ricchezza, anziché economico finanziaria, che si limita a trasferire ricchezza concentrandola in mani forti e, nel nostro caso,   porterebbe ad un forte ridimensionamento con conseguente perdita di posti di lavoro. La mia decisione di appoggiare Malacalza dipende dal fatto che ritengo la sua visione economico-industriale più giusta e di maggiore interesse per via delle ricadute   economiche sulla regione dove una banca come la Carige ha sempre svolto un ruolo di supporto dell’economia locale. Scegliere l’economia finanziaria, a mio avviso, vorrebbe dire penalizzare ulteriormente la nostra città già provata dalla malagestio precedente e alimentare la speculazione la quale porterebbe i suoi guadagni fuori dalla nostra regione.

In questo scontro, a mio avviso, vi sono due visioni di scelte economiche, cioè quella industriale e quella finanziaria che si sono e si stanno vieppiù rivelando in antitesi in quanto l’eccesso di economia finanziaria sta soffocando l’economia industriale creando disoccupazione e povertà. A me sembra che la politica, in passato presente solo per soddisfare i suoi famelici appetiti,   dovrebbe intervenire e indirizzare verso soluzioni che consentano la soppravvivenza e lo sviluppo dell’economia locale che porterebbe lavoro e benessere.

E’ il momento di far sentire la propria opinione e battersi per far cessare il decadimento della nostra bellissima città. Occorre farlo subito, prima che sia troppo tardi!

*Gino Barile, è molte cose: ragioniere commercialista, amico di don Gallo, produttore di una delle migliori grappe italiane, ed è uno dei piccoli azionisti Carige che, in passato in solitudine, combattè le derive del potere nella banca

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