CACCIA, perché mio figlio deve camminare tra gente con il fucile?

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*DA liguritutti.it, gennaio 2018

Perché un bambino deve camminare in mezzo a gente con un fucile? In mezzo a gente che spara e con un colpo potrebbe ammazzarlo?

Succede. Succede sulle nostre alture. Cammini al Poggio di San Bernardo, sul sentiero per Teriasca, e in mezzo a comitive con bambini è in corso una battuta di caccia al cinghiale.

No, non lontano. Proprio lì accanto. Pochi metri.

Lasciamo perdere per una volta la malinconia di questa caccia: bestie braccate, con il cuore che gli esplode mentre i cani corrono loro dietro. E quattro cacciatori con le radio, i fucili come se ci volesse davvero bravura per ammazzare il cinghiale. Uccidere, togliere la vita… provate a riflettere su questa espressione: togliere la vita. E’ così bello?

Ma per una volta pensiamo proprio a noi. Perché dobbiamo rischiare la pelle per far mangiare i taglierini al cinghiale ai signori cacciatori?

Se lo chiedi a uno di loro ti risponde stizzito: “Io pago mille euro all’anno per cacciare qui, mentre lei qui ci cammina gratis”.

Ecco, il solito ragionamento: io pago quindi ho ragione. Chi ha soldi ha ragione.

Peggio: la Regione che dovrebbe proteggere i cittadini, invece protegge i cacciatori perché mollano le palanche.

Ancora peggio: i cacciatori hanno sempre avuto ragione perché portavano voti. E’ successo con il centrosinistra e oggi accade con il centrodestra. Per quattro maledetti voti si permette che gente con un fucile che potrebbe fare a pezzi un bambino, scorrazzi liberamente per le nostre alture.

Perché se un povero disgraziato si mettesse a camminare fuori dal sentiero finirebbe in mezzo alla battuta al cinghiale.

Succederà prima o poi. Allora qualcuno dovrà risponderne. I cacciatori, ma anche i politici che danno loro carta bianca.

E comunque già adesso: perché bisogna rinunciare a una gita e un sentiero per non incontrare sul proprio cammino gente con il fucile?

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