BUCCI L’OTTIMISTA, MA HA SENSO DIRE CHE VA TUTTO BENE?

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“Genova rinascerà”. “Genova ce la farà”. “Genova ripartirà”.

Ascolti le parole di Marco Bucci e ti chiedi: ma è davvero così? La situazione è davvero come la dipinge il Sindaco?

No, almeno è molto più complicato. Eppure ognuno fa il suo lavoro. E adesso Bucci è il sindaco e, come il comandante della nave, non può dire: “Speriamo che Genova ce la faccia”. “Incrociamo le dita, è dura”.

La gente, soprattutto in questo momento, dal sindaco si aspetta un incoraggiamento. Che è molto più di un amministratore e di un manager, come talvolta in passato aveva detto lo stesso Bucci. Ben venga allora il suo ottimismo anche quando pare un po’ eccessivo. In fondo capita anche nella nostra vita personale: abbiamo bisogno di essere incoraggiati pur se non crediamo fino in fondo alle parole di chi ci incita. Sarai promosso, guarirai, vincerai la partita… è importante sentirselo dire.

Ma noi cronisti non siamo il sindaco e invece dobbiamo dire quello che non va. Ahimé.

E allora a noi tocca ricordare altro.

Genova ce la farà:

  1. se riuscirà a creare davvero lavoro e fermerà la diaspora dei suoi giovani che oggi emigrano
  2. se saprà individuare la propria vocazione
  3. se troverà una classe dirigente nuova, dalla politica all’impresa
  4. se troverà un’opposizione degna di questo nome
  5. se saprà munirsi di trasporti e collegamenti adeguati (a che punto sono i lavori eterni per il NODO FERROVIARIO DI GENOVA)?
  6. se risolverà i problemi della sua banca, la Carige
  7. se affronterà davvero il problema delle infiltrazioni mafiose, soprattutto della ‘ndrangheta
  8. se saprà proporre progetti validi per il futuro, magari non spendendo centinaia di milioni per cattedrali nel deserto tanto gradite ai partiti (vedi gli Erzelli)
  9. se saprà affrontare con coraggio i fascismi che stanno alzando la testa
  10. se le sue componenti sociali, vedi la Curia, sapranno finalmente rinnovarsi
  11. Se l’università diventerà un’eccellenza capace di richiamare giovani dalle altre regioni e magari anche dall’estero.
  12. Se riusciremo a fermare il declino dei nostri ospedali e dei nostri centri di ricerca
  13. Se sapremo salvare i nostri teatri e la proposta culturale della città

Dal sindaco ci aspettiamo ottimismo. Ma noi non nascondiamoci che per rinascere davvero Genova dovrà essere anche severa con se stessa. E molto REALISTA.

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