Breve abbecedario di Genova e del suo porto/3

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Guscio
Nel 1969, Genova aveva quasi un milione di abitanti. Il piano regolatore dell’epoca proiettava una crescita sino a un milione e mezzo (per la gioia dei costruttori edili). Gli abitanti attuali sono meno di 600.000, a causa di fenomeni fortissimi di emigrazione e di decrescita della natalità (tra le più basse d’Europa). Se non fosse per le comunità di immigrati, la popolazione sarebbe ancora minore. Genova è come un guscio vuoto, l’esoscheletro allungato su oltre trenta chilometri di una metropoli, di cui però non possiede più la vitalità.

Habib
Un porto è un punto di transito e di passaggio, una notazione grafica all’interno di mappe che possiedono una scala ben più vasta. La nascita di un porto dipende soprattutto da fattori geografici: la dimensione, come quella dell’insenatura del porto di Mahon a Minorca, scoperta da Annibale; l’essere al riparo dal vento o facilmente difendibile dalle scorrerie del nemico; il fatto che d’inverno l’acqua non congeli, come a New York, già New Amsterdam per i mercanti di pellicce di castoro olandesi; la posizione strategica, come per Gibilterra o per i grandi porti fluviali del Nord Europa, Anversa, Amburgo, Rotterdam, Brema, Lubecca. Il fatto invece, che un porto continui ad essere attivo nel corso della storia, dipende dall’evoluzione dei traffici e delle rotte. Il declino dei porti mediterranei a favore di quelli atlantici, avvenuto dopo la colonizzazione americana, è stato interrotto dall’apertura del canale di Suez. Anche la natura e lo statuto delle merci e dei passeggeri determina delle trasformazioni impercettibili, ma che nel corso del tempo alterano non solamente i punti di imbarco e di sbarco ma anche sistemi molto più complessi, a scala planetaria.
A partire del 1978, la Compagnie Tunisienne de Navigation operava il traghetto Habib, che collegava Tunisi, Marsiglia e Genova. Per molti cittadini dei paesi del Maghreb, l’imbarco sulla Habib rappresentava l’inizio del viaggio verso l’Europa. La nave, che arrivava ogni sabato mattina da Tunisi per poi ritornarvi nel pomeriggio, era anche il mezzo di trasporto più economico per tornare al paese. L’Italia allora, non era ancora una destinazione appetibile, piuttosto la Francia, la Germania e la Svizzera. Nel giro di trent’anni, sulla Habib hanno viaggiato migliaia di immigrati che si sono installati in Italia, trovando spesso nel tessuto accogliente e poroso del centro storico a ridosso del porto, il primo punto di sosta. Nella lettura della storia lenta proposta da Braudel si tratta solamente di un’inversione di rotta, che il Mediterraneo placidamente ha sempre tollerato, come quando i genovesi (anzi gli abitanti di Pegli) nel 1540 partirono in massa per installarsi in Tunisia, per pescare il corallo dell’isola di Tabarca.
Il termine cabibbo o gabibbo, è una deformazione del nome Habib, frequente tra gli scaricatori del porto di Massaua, in Eritrea, coniato dai marinai genovesi. La parola dispregiativa è usata per indicare gli immigrati, o più in generale i non liguri, spesso meridionali (il terùn in Piemonte o Lombardia). A livello nazionale la si associa al pupazzone rosso di Striscia La Notizia, inventato da Antonio Ricci, un altro ligure, di Albenga. Sembrerebbe che uno dei prodotti di esportazione di maggior successo dalla Liguria degli ultimi anni sia il sarcasmo, spesso autolesionista, basti pensare al successo di Paolo Villaggio.

Jolly Nero
Nella notte del 17 maggio 2013, durante una manovra di uscita dalla bocca di Levante del porto, la poppa del mercantile porta container Jolly Nero della società Messina, urtò e distrusse la torre di controllo dei piloti, causando nove morti. Un’inchiesta, estremamente complessa per gli aspetti tecnici, è in corso per stabilire le cause e responsabilità dell’incidente. La nave, lunga oltre 200 metri, era accompagnata da due rimorchiatori e navigava a marcia indietro, condizione obbligata dalla morfologia del porto e dei suoi fondali. Si può sostenere, che la tragedia sia dipesa in parte da questioni di geometria e di fisica (il linguaggio dei periti usa termini come raggi di curvatura, abbrivio, inerzia). Un’altra nave della società Messina, la Jolly Rosso, carica di residui chimici, è tristemente famosa per lo spiaggiamento ad Amantea, avvenuto nel 1990.

 

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