Il Bisagno è un fiume, non solo alluvioni

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Memorie del Bisagno è una iniziativa promossa da alcune associazioni della Val Bisagno (e non solo) in rete tra di loro e finalizzata alla riscoperta e valorizzazione del territorio. L’obiettivo è riassunto in una frase del nostro manifesto: “conoscere per partecipare, prendersi cura per goderne”.

Bisagno non significa solo alluvioni: è anche il corso d’acqua con il quale vogliamo convivere. Può essere visto come un “fiume nascosto” o come il “centro del problema” ma altresì reinterpretato come il punto da cui ripartire per una nuova idea di vallata.

Riscoprire la Val Bisagno, far conoscere le sue bellezze, le sue potenzialità, la sua storia è il modo giusto, secondo noi,  per riavvicinare le persone al loro territorio e farle innamorare dei loro quartieri. Fare comunità, scendere di nuovo per strada, scoprire la passeggiata dietro casa, curarla e farla conoscere, è il primo e più importante passo per salvaguardare il nostro territorio dalle speculazioni e dalla bruttezza.

Partendo dalle “memorie” della nostra vallata, dalle radici, è più facile individuare una traccia per il futuro:  è la molla che muove proposte e idee per il futuro della Val Bisagno.

Ha ancora senso ipotizzare una valle esclusivamente di servizi? E’ possibile ripensare la viabilità del nostro territorio? Il dissesto idrogeologico può essere una opportunità per la nostra città? In che modo i cittadini possono partecipare alla gestione del territorio? Questi sono i temi che il nostro gruppo porta avanti da alcuni tempi e sui quali si concentra la nostra azione. Le passeggiate in alveo sono parte di questo disegno: scopriamo la Val Bisagno da un punto di vista inedito, nuovo, quello del torrente. Rimarrete sorpresi dalla ricchezza e dalla bellezza di questa valle.

Dopo la passeggiata alla riscoperta di Staglieno, museo a cielo aperto della città, svoltasi il 5 marzo scorso, il focus si concentra su due percorsi fluviali: domenica 19 marzo insieme al botanico Mario Calbi scopriremo le tante varietà di piante e fiori (sono oltre 150) che nascono nel Bisagno; scopriremo quali essenze arboree non dovrebbero crescere in un greto e quelle che invece devono necessariamente esserci, cercando di sfatare i tanti falsi miti riguardo alla crescita della vegetazione in alveo. Jolanda Valenti invece concentrerà il proprio intervento sulla storia della Bassa Val Bisagno e della antica viabilità della valle.

Durante il mese di Aprile è prevista una passeggiata insieme al Professor Renzo Rosso, ordinario di Idraulica al Politecnico di Milano, nel tratto di alveo della Media Val Bisagno in prossimità della Sciorba: questa sarà l’occasione per poter parlare del dissesto idrogeologico in una maniera più analitica affrontando anche i temi della cementificazione e della realizzazione degli scolmatori. Durante il mese di maggio scopriremo in tutti i particolari lo sviluppo e l’espansione urbanistica della vallata grazie alle voci degli architetti Alessandro Ravera, Jacopo Baccani, Gianluca Porcile. Paola Sabbion, docente a contratto in Architettura del Paesaggio affronterà il tema Bisagno dal punto di vista paesaggistico. Giugno si concluderà infine con la riscoperta dell’antica tradizione dei falò di San Giovanni in alveo e con una passeggiata alla scoperta degli antichi risseu della vallata in compagnia di uno degli ultimi artisti liguri che si occupano di acciotolati: Paolo Riggio.

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