AMIANTO NEL PONTE se non ci fossero stati i comitati?

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A 48 ore dalla demolizione con l’esplosivo del pilone 8 del Morandi si è deciso di fermare tutto. Si sono accorti – soltanto adesso? – che ci sono tracce d’amianto. Hanno deciso – soltanto adesso? – che servono ulteriori accertamenti e un piano diverso di intervento.

Viene allora spontanea qualche domanda: possibile che se ne siano accorti due giorni prima dell’esplosione? Erano state compiute analisi accurate sulla presenza di amianto?

Ma c’è dell’altro. Sembra che nessuno avesse fatto caso alle affermazioni (raccolte due settimane fa dal Fatto Quotidiano) dell’ingegnere Gabriele Camomilla che ha curato la manutenzione del ponte fino al 2000: “Nei progetti del Morandi era indicata la presenza d’amianto”.

Per fortuna è arrivato l’esposto di un comitato, i Liberi Cittadini di Certosa. Sono loro che hanno chiesto alla Procura di compiere accertamenti sulla presenza di amianto. Ora attendiamo il risultato delle nuove analisi, ma comunque bisogna ringraziare questi cittadini: “Se non ci fossimo stati noi – si chiede Enrico D’Agostino – viene il dubbio che sarebbero andati avanti senza tanti problemi”.

I comitati forse a qualcuno rompono le scatole, ma proprio per questo sono essenziali. Ricordate la storia delle acciaierie e di Cornigliano? Ricordate la vicenda della centrale a carbone di Vado?

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