Il problema di tenere i figli a casa, se non si hanno nonni e soldi per una babysitter è un problema vero. Pesante per molti, ingestibile per chi fa lavori precari – penso in primis alle colf, alle badanti ma anche a chi lavora a chiamata, e sono tanti. Sono gli stessi nuclei familiari che in estate lasciano i bambini a casa da soli tutto il giorno, oppure con cugini o fratelli poco più grandi. Non lo fanno perchè sono cattivi genitori, lo fanno perchè non hanno alternative.

Il problema non è di molto inferiore per chi fa lavori “a partita IVA”, con scadenze improrogabili, con responsabilità pesanti. Chi è in situazioni come questa, magari fa teoricamente parte del ceto medio, ma una baby sitter che stia a casa 6 ore ( che è comunque meno del tempo scuola ) impatta sul reddito mensile per circa 50€ a giornata di allerta. Non è poco, per molti.

Allora io non ne posso più di questa faida continua tra i garantiti ( che tengono i figli a casa bruciandosi al massimo un giorno di ferie ) e i non garantiti ( quelli che non sanno come fare, per ragioni tutte diverse ) in caso di allerte arancioni o rosse.

Se questa città è pericolosa, se questo regione è periocolosa – e sono pericolose, attenzione, perchè sui nostri monti si è costruito e costruito e costruito e costruito, e adesso, guarda un po’, quando piove viene giù tutto – è il Pubblico, e non il privato che dovrebbe fare qualcosa.

Scommettiamo che se il Comune o la Regione costruissero un piano “voucher babysitter” da poter utilizzare in caso di allerta, le proteste sarebbero meno? Scommettiamo che saremmo tutti più felici, di lasciare i bimbi a casa da scuola, se non dovessimo potercelo permettere, sulla base del reddito o della fortuna di fare un lavoro in cui se siamo assenti o presenti a nessuno cambia nulla?

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