Alice Salvatore, non son degno di te

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Alice Salvatore, non son degno di te.

Spassoso – o inquietante, dipende dai punti vista – siparietto oggi in tv.

Primocanale mi chiede di intervenire a una trasmissione cui partecipavano Sergio Cofferati e Alice Salvatore (in ordine alfabetico, non c’è nessun complotto).

Comincia con Alice Salvatore che – munita di dizionario Garzanti – spiega al gentile pubblico che cos’è il populismo.

Si prosegue con Alice Salvatore che spiega al signor Cofferati, per otto anni segretario nazionale della Cgil, che cosa sono i sindacati.

Poi, anche se odio parlare di me stesso, tocca a me. Metto in fila quelli che mi sembrano i punti deboli del centrosinistra ligure, poi del centrodestra. Finché – Dio mi perdoni! – tocco il Movimento Cinque Stelle. Per essere più precisi il Movimento Cinque Stelle ligure dominato da Alice Salvatore. Quello, per intenderci che ha inanellato una serie impressionante di batoste, dalle regionali, alle comunali di Savona. Fino alla figuraccia delle primarie genovesi.

Ricordo che il Movimento a Genova ha cercato in tutti i modi di candidare Luca Pirondini, già addetto stampa della Salvatore (che mi sembra proprio una cosa da vecchia Dc). Aggiungo che l’esito delle primarie è parso a mezza Italia sconcertante (roba da vecchia Dc). E concludo che Pirondini da mesi si sottrae alle domande dei giornalisti, comprese quelle sul suo curriculum (roba da Forza Italia).

Critiche dure, cui Alice Salvatore poteva rispondere duramente. Ma rispondere. La critica e l’espressione di fatti e opinioni sono la base della democrazia.

Invece Salvatore esordisce: “Sansa risponderà di quello che ha detto”. Premesso che io da anni rispondo di quello che dico, non mi sembra esattamente un comportamento da uomini nuovi quello di non rispondere e velatamente minacciare. E poi che cosa si intende con “ne risponderà”? Una querela… o magari anche peggio… solo perché ho fatto una domanda e ho espresso delle critiche? Ormai le redazioni dei giornali sono ingolfate da diffide, querele e annunci di cause della Salvatore.

Poi Alice Salvatore dà il meglio di sé: “Noi non rispondiamo a Sansa perché non è degno”.

E qui verrebbe da pensare a uno sconfinamento nell’operetta. Ora… mi si può accusare di tutto, perfino di abigeato (Salvatore, guardi pure il dizionario…). Ma non di essere un fiancheggiatore del Pd o del Pdl, basta – per chi avesse proprio tempo da perdere – andare a rileggersi i miei articoli degli ultimi anni.

Però in questi mesi ho collezionato esperienze davvero sorprendenti con i Cinque Stelle liguri. Prima racconto le gesta di un militante genovese che minaccia e insulta i compagni di partito che osano dissentire. Un militante, va detto, che conosce Salvatore e con lei va agli appuntamenti del Movimento (ci sono le foto su Facebook). Ecco, per questo articolo ritrovo il mio numero di telefono privato su Facebook, vengo ricoperto di insulti e minacce. E ricevo telefonate insolenti da militanti. Non mi era mai successo.

Nessuno del Movimento Cinque Stelle pensa bene di prendere le distanze da questo comportamento.

Ora ecco la sorprendente lezione di Alice Salvatore che spiega il suo concetto di stampa: si risponde soltanto alle domande dei giornalisti “degni” (cioè, par di capire, quelli che non la criticano). Neanche Silvio Berlusconi e Matteo Renzi erano arrivati a tanto.

Quelli “indegni”, come il sottoscritto, vengono definiti “sedicenti cronisti”. E le loro domande e critiche vengono liquidate come “falsità”, senza ovviamente rispondere.

Queste affermazioni sì, sono offensive. Sono diffamazioni. Ma le affermazioni di Alice Salvatore forse non meritano nemmeno la rabbia.

O forse invece sono una questione molto seria. Visto che Salvatore rappresenta il partito che oggi raccoglie più consensi in Italia e anche in Liguria.

Chissà se qualcuno nel Movimento prenderà le distanze dalla Salvatore…

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Viene da chiedersi – visto Salvatore impartisce lezioni di onestà – dove fosse Alice quando qualche sedicente cronista scriveva inchieste su Claudio Burlando, Claudio Scajola, la Carige, la ‘ndrangheta in Liguria, la cementificazione delle nostre coste.

Dov’era?

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