Alassio, l’Anpi celebra il 25 Aprile con il sindaco condannato per razzismo

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Ci sono tanti modi di celebrare il 25 Aprile. Molti sono sinceri, spontanei, si sente che i valori della Resistenza sono ancora presenti. Altre cerimonie invece non riescono a scrollarsi di dosso quella sonnolenta retorica che naturalmente spinge i ragazzi verso la Playstation più che verso l’Anpi.

Poi ci sono i modi originali. In questa categoria, come non registrare il 25 Aprile di Alassio dove l’Anpi e l’Arci celebrano il 25 Aprile, ovvero la festa di chi ha lottato per i valori di libertà, uguaglianza e tolleranza, assieme a chi?

A un sindaco condannato per razzismo. Sì quel sindaco Enzo Canepa che per evitare che i suoi ricchi vacanzieri potessero entrare in contatto con i brutti e cattivi migranti ebbe la bella idea di firmare un’ordinanza in cui si vietava l’accesso a stranieri privi di un certificato medico. L’ordinanza – Canepa fu condannato a pagare una sanzione per discriminazione razziale – sfociava nel ridicolo quando spiegava che i rischi connessi alla presenza dei migranti andavano dall’ebola all’aids passando per la scabbia.

Ma si vede che al sole di riviera ci si dimentica tutto, infatti ecco il programma del 25 aprile diffuso dal Comune di Alassio in cui si informa che il sindaco condannato per l’ordinanza razzista parlerà assieme ai dirigenti Anpi e alla professoressa Carla Nattero (si suppone sia l’imperiese rappresentante di Rete a Sinistra), prima la messa, poi i discorsi, poi lancio di palloncini e poi concerto con i ragazzi dell’Arci Brixton. Tutti i presenti naturalmente si suppone saranno in possesso del certificato di sana e robusta costituzione.

Che dire? Meglio la play station.

 

Ha scritto al blog Jan Casella, membro del consiglio direttivo ANPI Alassio-Laigueglia e consigliere regionale e provinciale ARCI, socio Brixton Alassio, ecco la sua nota:

Per un 25 aprile di tutti

Sono un estimatore del blog Liguritutti e dei suoi autori, stavolta però, come membro del direttivo ANPI di Alassio, e come consigliere regionale dell’ARCI e socio del Brixton, non posso non replicare ad un articolo che legittimamente solleva una presunta contraddizione da parte nostra che a parer mio, non c’è.

L’ANPI sez. Alassio-Laigueglia, da sempre, organizza la festa di liberazione con l’intera cittadinanza, l’ente comunale ed in particolare con le scuole alassine, una celebrazione alla quale partecipano anche ufficialmente le forze dell’ordine. Una festa sempre molto partecipata e affollata, che vede il coinvolgimento dei più giovani tramite temi ed esibizioni musicali, e che prosegue al pomeriggio con la festa Popolare di Resistenza organizzata interamente dall’Arci Brixton. Un evento quindi, che seppur organizzato principalmente dalla nostra associazione, vede il coinvolgimento di molte realtà cittadine. Il Sindaco Canepa, come ogni anno sarà presente (purtroppo nel recente passato altri sindaci si vedevano solo l’anno delle elezioni) e ha firmato il manifesto proposto dall’ANPI che nell’intestazione, ben evidente, riporta questa frase: “Nel 70esimo anno della stesura della Costituzione, Libertà, Uguaglianza e Solidarietà come valori perpetui, nel ricordo di chi ieri con il proprio sacrificio ne è stato ispiratore e in segno di chi oggi, con l’Accoglienza, ne è interprete”. E’ evidente che se esiste una contraddizione, non sta in noi, ma al massimo nel Sindaco stesso. Se Canepa, che a causa della sua ordinanza è stato condannato per razzismo, sente suoi i valori della Resistenza, ciò magari lo farà riflettere sulla pessima ordinanza stessa. Io sono parte sia dell’ANPI che dell’ARCI, sono stato il primo, ed è brutto dirlo, ma in città forse anche l’unico, a condannare e a chiedere il ritiro di quell’ordinanza razzista e propagandistica. Malgrado ciò, se un Sindaco che fa una pessima delibera e vuole comunque aderire ed intervenire alla Festa del 25 aprile, non vedo il perché l’ANPI avrebbe dovuto rompere con l’istituzione comunale che rappresenta l’intera cittadinanza, senza che nessun appunto sia stato fatto dal Sindaco alla nostra programmazione, ovviamente neanche sulla nostra oratrice Carla Nattero, e firmando pure un manifesto con un chiaro riferimento all’accoglienza. L’ANPI quindi, che non è un partito, continua con coerenza la propria opera con lo scopo che il 25 aprile sia realmente la festa di tutti. Ritengo quindi, che in noi non c’è nessuna contraddizione, e in un anno in cui a livello nazionale si arriva più divisi a questa importantissima festa, sia più opportuno che mai lavorare per tenere unito e ampio il fronte di chi si identifica con i valori della Resistenza.

L’ANPI bene ha fatto a non rompere con Comune, Forze dell’ordine e scuole, per farsi una festa per conto proprio, cosa che non avrebbe avuto nessun senso e avrebbe avuto la conseguenza di fornire nuova linfa alla delibera in questione e al suo carattere propagandistico oltre che razzista, e avrebbe anche provocato, cosa ancor più grave, una frattura negli alassini antifascisti e amanti della Libertà.

Con immutata stima e con l’augurio di essere stato più esaustivo possibile, vi saluto cordialmente e vi auguro un felice e sentito 25 aprile.

Jan Casella, membro del consiglio direttivo ANPI Alassio-Laigueglia e consigliere regionale e provinciale ARCI, socio Brixton Alassio

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