AGOSTINO ‘L’INDISPENSABILE’ per non farci morire di carbone

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Quelli che lottano tutta la vita sono “gli indispensabili”, dicendola alla Brecht. A volte vengono considerati “nemici del popolo” (stavolta alla Ibsen), solo perché denunciano un danno sanitario di un’azienda che in apparenza porta floridezza alla comunità.

Il pneumologo Agostino Torcello ci ha lasciati ieri. Lui, persona mite ma tenace, di danni sanitari ne aveva segnalati tanti. Insieme all’amico e biologo Virginio Fadda sono stati i primi a denunciare i danni della centrale a carbone di Vado Ligure. Per 40 anni. Soli e inascoltati. Solo vento contro le ciminiere.

Certo, avrebbero potuto comportarsi come tanti altri, disposti a difendere l’interesse dell’azienda, che curiosamente coincideva con il proprio interesse: funzionari pubblici che non controllavano le emissioni, politici che nascondevano preoccupanti dati di inquinamento ambientale, amministratori che lavoravano nell’azienda e che ne deliberavano l’ampliamento, medici (si, medici come loro) che firmavano documenti sanitari tranquilizzanti. In fondo bruciare 5.000 tonnellate di carbone al giorno per 43 anni in mezzo alle case di 75.000 persone cosa vuoi che sia. Tutte persone spesso poi promosse a incarichi -o a danni- più elevati.

E invece, piccoli eroi moderni, Torcello e Fadda si erano messi in testa di fare una cosa semplice, secondo coscienza: salvare vite umane, anteponendola a tutto il resto.

Dopo decenni, altri – colpiti dall’esempio e dalle ragioni di questi due medici – si sono messi al loro fianco nel portare avanti questa battaglia. Sono iniziate manifestazioni, esposti, studi approfonditi, petizioni, interrogazioni parlamentari. Non più solo vento: le ciminiere hanno cominciato a oscillare.

Grazie a queste denunce, nel 2014 la centrale a carbone è stata sequestrata dalla magistratura, e poi chiusa definitivamente.

In questi anni e negli anni a venire presumibilmente centinaia di persone si salveranno – o vedranno la propria aspettativa di vita aumentare di 2, 3, 5 anni – che sembrano aridi numeri ma si tradurranno in sorrisi, emozioni, esperienze. Forse non sapremo mai quanti con certezza, proverà a definirlo il Processo appena iniziato.

Agostino non potrà vedere la fine del dibattimento, ma siamo certi che non avesse bisogno di entrare in quell’aula giudiziaria per essere consapevole di quanto bene avesse fatto alla nostra comunità. Anche ai più giovani che hanno una vita davanti nella quale poter respirare un’aria più pulita, anche se ignari di quanto fatto per loro.

A volte non si vive e si muore invano.

E’ un dono degli indispensabili.

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