L’ultimo a farne le spese è stato il povero Bucci. Convinto di depistarlo, al confeugo si è travestito da Doge sicuro che in questo modo Giovanni Toti non lo avrebbe riconosciuto e per dieci minuti sarebbe così riuscito a rimanere da solo. Invece, niente, una spia ha raccontato al Governatore che quel buffo signore vestito con un pezzo di sipario del Carlo Felice era il suo amico Bucci e Giovanni si è precipitato.

Il fatto è che la situazione comincia a diventare imbarazzante. Toti in trance da elezioni appena vede gruppi superiori alle quattro persone ci si butta in mezzo inizia a distribuire focaccia e a parlare di infrastrutture, rilancio della nautica, Renzi Piani, pesto e feste stile Woodstock. I dipendenti della Regione ormai disertano le macchinette del caffè, al bar e alla toilette ci vanno uno alla volta, nessuno parla più con nessuno. I tempi in cui Burlando inaugurava ponti nell’entroterra più selvaggio sembrano ormai quelli dell’epoca del dilettantismo. Toti è metodico, la sua Bestia controlla ogni occasione di assembramento e poi catapulta il governatore con uno schema di discorso sempre uguale ma con lievi varianti, tanto per evitare di essere preso per uno squilibrato.

Nel frattempo le assemblee di condominio si svolgono con il passaparola, le cene di classe vengono comunicate con l’alfabeto muto, gli eventi sportivi si svolgono tutti a notte fonda.

Ma è dura mettere fuori gioco Toti. Grazie ai microfoni direzionali che gli ha prestato Maurizio Rossi, Toti si apposta sulla terrazza di Primo Canale e appena sente più di quattro voci che si mescolano scatta. Anzi prima chiama l’assessore Benveduti – che i leghisti ancora pensano possa essere il loro vero candidato – e dopo averlo avvisato che  c’è una nuova fabbrica che sta per aprire (Toti ha un forte senso dell’ironia), gli dà un indirizzo sbagliato, una pacca sulla spalla e gli presta la sua auto blu.

Comunque sia, state attenti a Natale. Se mentre state per mettervi a tavola sentite suonare il campanello, state zitti, imbavagliate i bambini, chiudete il nonno ubriaco nello sgabuzzino e silenziate i cellulari. Se siete fortunati  se ne andrà. Ah, soprattutto evitate i tappeti rossi, lo attirano più del cappon magro.

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