Bicio e il coltellino: nei guai per la merenda dei figli

0
18375
di Stefano Milano e Giovanni Durante

Fabrizio (detto Bicio) è un nostro caro amico, una persona per bene. Egregia, come si diceva un tempo. Con la compagna della sua vita condivideva uno stile di vita sano, cibo vegetariano e di qualità. Lei gli ha lasciato due splendidi figli, prima di andarsene da questa terra. Già, una terra famosa per avere i tassi di tumori tra i più alti in Europa, in un triste miscuglio di inquinamento, corruzione e indifferenza.

Oltre a due figli, la sua compagna gli aveva lasciato in dono anche un pratico coltellino Opinel, che lui usa spesso per la merenda dei bambini fuori casa (mele o panini, nei giardini o in spiaggia, non importa) e per lavorare nell’orto. Un’usanza comune ai più in passato, tramandata dai nostri padri. Un’usanza anche oggi per chi come lui vuole preservare queste tradizioni, e tenere fede al sano stile di vita che aveva condiviso con la sua compagna.

Fabrizio qualche giorno fa ha dovuto presentarsi in Tribunale per incontrare il Giudice tutelare, una prassi per chi perde un coniuge e ha figli. Non era mai entrato nel Tribunale di Savona: all’ingresso ha informato la sicurezza che aveva un cellulare, le chiavi e (lasciato sbadatamente in una tasca dello zaino dall’ultimo merendino) un coltellino per tagliare le mele ai figli. Qualche ora dopo si è trovato in un ufficio delle forze dell’ordine dove gli notificavano una denuncia penale per porto abusivo di armi. Forse è un po’ ingenuo: non ha letto le cronache su attentati in giro per il mondo. Forse più semplicemente ha ancora troppa fiducia nelle persone.

Ora Fabrizio non è più ufficialmente una persona per bene, e (passateci l’ironia) forse comprerà qualche mela in meno perché ora dovrà pagarsi l’avvocato per provare a dimostrare che non voleva attentare al sistema. E non sono servite nostre telefonate e rassicurazioni sull’integrità morale della persona: il sistema di sicurezza non ha ammesso sfumature, e non ha attinto al famoso ‘buon senso’. Se Bicio avesse rimpinzato i figli di insalubri hamburger e merendine come usano fare molti altri genitori alle nostre latitudini, non avrebbe rischiato la denuncia, come è altresì probabile che non la rischiano le persone che vivono nelle non lontane campagne di Cuneo o Mondovì, città a forte vocazione contadina, dove è usanza comune camminare con un coltellino in tasca (e dove peraltro nonostante ciò ci sono molte meno violenze alle persone). Perché -occorre ricordarlo- l’Opinel è innanzitutto uno strumento per far progredire gli uomini (innesti di piante, tagli di ortaggi, frutta e formaggi, lavorazione artistica del legno, ecc), non per aggredirli.

Questo forse dimostra ai nostri (ai vostri) occhi quanto la società che abbiamo costruito sia non solo ingiusta, ma anche cieca: clemente (spesso per “insufficienza di prove”, o per “decorrenza dei termini”) con chi corrompe, ricicla, con chi fa sparire 90 milioni di euro nelle casse della banca cittadina, ma inflessibile con chi voleva solo tagliare del pane ai propri figli.

Ma dimostra anche un’altra cosa: che probabilmente abbiamo perso gli elementi culturali e sociali per discernere il bello dal brutto, e agire di conseguenza. Come diceva Calvino, di “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno dei viventi, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio…”.

 

 

LASCIA UN COMMENTO