Visto da vicino nessuno è normale. Una settimana per i 40 anni della legge Basaglia

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“Visto da vicino nessuno è normale” detto da Franco Basaglia. Oppure “il manicomio chiude ma i veri pazzi siamo noi” come ricordava Cosimo Schinaia il giorno della chiusura di Cogoleto, la “discarica umana e sociale in cui si doveva nascondere ciò che la città non doveva o voleva vedere”. Il manicomio che era stato “una specie di cestino di rifiuti della società”. Come ricorda Bruno Orsini, psichiatra, ex parlamentare della Dc genovese che della legge 180 (la cd legge Basaglia) fu relatore. Il luogo della mente descritto da Pietro Ciliberti. Psichiatri che hanno vissuto impegno, lacerazioni, lotte, discussioni non sempre facili per abbattere prima i muri mentali e poi quelli fisici che oggi, su entrambi i fronti, sembrano ritornare.

Quarant’anni dopo, senza autocelebrazioni o reducismo, ma con lo sguardo al presente per vedere il futuro – siamo così sicuri che tutte le conquiste siano consolidate e condivise o corriamo il rischio di una re-manicomializzazione delle diversità di oggi? –  è stata costruita nell’autonomia di ogni soggetto, associazione, ordine professionale coinvolto una settimana per “vedere” appunto la 180 40 anni dopo. Si intitola appunto 180×40 la settimana che in diversi luoghi e in diversi modi di Genova, rileggerà questi 40 anni, anzi 50 perché la legge del 1978 poi finita nella 833 della riforma sanitaria fu costruita con dieci anni di mobilitazioni dopo il 1968 e dal libro l’istituzione negata di Franco Basaglia e più di quindici anni furono necessari per tagliare davvero il catenaccio del portone degli OP, Cogoleto Pratozanino e Quarto inclusi.

Oggi sono in apparenza dei “non luoghi” svuotati da anni, solo in parte riutilizzati. Luoghi che sembrano ostinarsi a rivivere ospitando i clandestini delle diversità di oggi, migrante, barbone, neo tossico che cercano un posto per dormire, lanciarsi in un viaggio lontano dalla realtà da descrivere poi su un muro con un graffito o una scritta minacciosa. Sono appunto gli ex manicomi di Genova Quarto e Cogoleto, unica realtà metropolitana quella di Genova ad avere avuto due strutture di questo tipo arrivate ad ospitare complessivamente sino a 5000 pazienti. La legge venne approvata il 13 maggio del 1978 in pieno caso Moro con un “vecchio” Dc come relatore, lo psichiatra e parlamentare genovese Bruno Orsini che fece opera di mediazione, lavorando con i laici di Psi e Pli, Giovanni Berlinguer del Pci e le “garibaldine” della Dc come Tina Anselmi.  Un’impresa colossale in un momento storico come quello del 1978. Irripetibile. Quei luoghi oggi offrono letti arrugginiti dove si consumarono elettroshock e contenzioni, ricoveri ovvero detenzioni di “socialmente pericolosi” perché (come furante il ventennio) erano antifascisti, donne socialmente non allineate, bambini figli della colpa o solo socialmente senza riferimento.

Cogoleto ti butta in faccia gli armadioni devastati zeppi di vestiti e valigione che contenevano gli abiti di donne, uomini, bambini finiti per decenni in quella città della sofferenza dove anche da morti si rimaneva dei numeri perché sulle lapidi non c’erano nomi nel vecchio cimitero di Pratozanino. Ma solo numeri. A Quarto i padiglioni monumentali restano lì, cartolarizzati come Cogoleto (“mai scelta fu più sbagliata” racconta il sindaco di Cogoleto, Mauro Cavelli), devastati e inutilizzati, bloccati anche da decine di vetri incrociati, nobili e meno nobili, sul loro possibile riuso.

Una buona psichiatria è sempre partigiana della compassione“. E’ il titolo e incipit del testo di apertura di Mauro Amore (cattedra di psichiatria all’Università di Genova) del libretto che presenta e accompagna “180×40, una settimana di eventi sulla 180 a Genova” dal 7 al 13 maggio. La sua importanza non è appunto l’autocelebrazione ma il guardare all’oggi per il domani: è tutto così acquisito e scontato, culturalmente e politicamente certo? Non esistono rischi di ri-manicomializzazione o uso “politico” della restrizione per esempio con i migranti?

Quarant’anni fa, unico paese al mondo, l’Italia aboliva i manicomi per legge. Così come scrisse Armando Misuri (“Allora Dio non esisteva o forse noi non ne eravamo figli”): “e allora il mostro orrendo, il manicomio, cadde, si afflosciò su sé stesso (…) Allora quel Dio che – per noi – non esisteva, (…) per noi – ricominciò ad esistere’’.
Info, programmi, orari degli eventi: www.psychiatryonline.it/node/7243

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