Una via per Quattrocchi. Ma chi sono gli eroi italiani?

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Aldilà di destra e sinistra, di fronte alla decisione, contestata, di intitolare una via a Fabrizio Quattrocchi, contractor  privato assassinato in Iraq dai terroristi (prima dell’esecuzione pronunciò la frase “Vi faccio vedere come muore un italiano”), c’è da chiedersi cosa sia meritevole per una nazione. Morire con dignità e coraggio fuori dal comune, fieri dell’appartenenza al proprio paese? Oppure essersi distinti nella propria vita non per il gesto simbolico di un momento, ma per il sacrificio a favore di qualcuno, oppure per opere, idee, attività che hanno migliorato le condizioni di vita di altri? Sono più meritevoli persone che si sono distinte per i valori praticati per anni oppure persone che si sono distinte per un breve, terribile istante di orgoglio nazionale in grado di vincere la paura della morte?

E non c’è il rischio che perfino l’intitolazione delle vie – quindi, in fondo, la memoria di chi non c’è più – possano diventare materia di propaganda politica da parte di qualcuno?

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