Toti apre l’Alta Via ai Suv: una scelta di (giro)vita

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Alta Via. La prima cosa bella è il nome: una via alta, che ti sembra di toccare il cielo. E vedi ai tuoi piedi la Liguria, dove trascorri i tuoi giorni. Già, vedere tutto così piccolo e lontano aiuta a dare una giusta prospettiva agli affanni quotidiani.

Ma l’Alta Via, per noi liguri e non solo, è anche un “cammino di Santiago” per ritrovare il legame con la nostra terra: i diversi tipi di alberi, la terra più chiara a Ponente e scura vicino all’Antola. Le rocce di quarzo o di puddinga. Il rumore dei passi diverso sulla ghiaia dei sentieri o sulle foglie in mezzo al bosco. L’Alta Via si percorre con i cinque sensi: guardare, ascoltare, toccare, odorare (annaspando in salita), gustare fregando come in questi giorni un corbezzolo. E c’è un sesto senso: faticare.

Ora, l’ha scritto Michela Bompani su Repubblica, arriva la notizia che la Regione guidata da Giovanni Toti vuole aprire il percorso a suv e moto. Le reazioni non si sono fatte attendere. C’è chi dice che sia un regalo ad automobilisti e soprattutto motociclisti che votano (ma anche i camminatori sono elettori). C’è chi ne trae spunto per ricordare il rapporto non proprio idilliaco tra centrodestra e ambiente (ricordate i ritocchi al Piano Casa dell’assessore Marco Scajola). C’è chi, infine, ricorda che l’Alta Via oltre a essere un serbatoio di ossigeno per i nostri polmoni e i pensieri, potrebbe anche essere un’ottima attrazione turistica richiamando amanti del trekking da mezza Italia (e il turismo è il 20% del pil della Liguria). Per concludere con la fin troppo ovvia considerazione che auto e moto di spazio in Liguria ne hanno già fin troppo.

Ma forse la realtà è molto diversa. E qui Liguritutti può svelare un retroscena segreto. In occasione dell’ultima festa di San Valentino, il Governatore Toti ha fatto una promessa solenne alla sua amata consorte: “Dall’Antola alla Lanterna, dal Bisagno a Capreno, io la Liguria conquisterò in un baleno. Guarda quanto è bello ti porto sul Saccarello”.

Ma i mesi sono passati e il girovita equatoriale del governatore finora ha sconsigliato finora l’impresa: “Armiamoci di coraggio, ti porto sul Toraggio”, “Non fare la poltrona, orsù ti porto sull’Aiona”, ripeteva via via meno convinto Toti osservando allo specchio le camicie sempre più attillate dopo le cene con Gabriele Volpi e Flavio Briatore. E poi le scarpe lucide scivolano sui sassi.

Finché un think tank di assessori ha trovato la soluzione: se Toti non va alla montagna, ci andrà almeno il suv. Così il governatore potrà onorare la sua promessa. Possiamo noi bloccare la strada all’amore?

“Toti, sempre più in alto”. Ma non bastava fare come Mike Bongiorno che si calava sulla vetta del Cervino con l’elicottero?

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