“TOTI, GOVERNATORE O VENDITORE DI TAPPETI?”

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*DAL FATTO QUOTIDIANO DEL 15 LUGLIO

“Un ottimo venditore di tappeti”. La definizione, Giovanni Toti se l’è un po’ andata a cercare: ad aprile l’inaugurazione del red carpet di otto chilometri e mezzo da Rapallo a Portofino. Poi, ieri, il rilancio: la Regione Liguria stenderà altri 27 tappeti rossi in 32 comuni. Fanno altri 50 chilometri. Ma soprattutto 70mila euro che si aggiungono ai 30mila già spesi. Più 125mila di comunicazione per promuovere red carpet e iniziative estive. Ed ecco che Fabio Tosi, consigliere regionale M5S, paladino della battaglia anti-tappeti, sfodera la battuta: “Venditore di tappeti. Visto che Toti non sta facendo niente, ricopre la Regione di red carpet. La Liguria rischia di diventare simbolo dei tappeti”. Ma Toti va avanti: “Il red carpet è un simbolo del trattamento da ‘star’ riconosciuto a chi visita la nostra Regione. E con la campagna ‘La mia Liguria’ sui social abbiamo battuto tutte le altre regioni”. Se lo scopo era far parlare di sé e della Liguria, l’obiettivo è stato centrato: Toti, l’uomo che ha sconfitto il centrosinistra dopo decenni e ha tolto il rosso dalla Liguria, diventa il re del red carpet.
Una questione di simboli. Ma quel rosso rischia di ritorcersi contro il Governatore: dopo due mesi il tappeto più famoso d’Italia sta già perdendo il colore.
Tutto comincia con un annuncio roboante. È il 30 aprile scorso, vigilia di elezioni a Genova. Toti sente profumo di vittoria: “Italia batte Germania. Tra Rapallo e Portofino adesso c’è il tappeto più lungo del mondo: battuto il primato dei tedeschi”. Il governatore parlava a favore di telecamere, accanto a lui schierata mezza giunta: da Marco Scajola – nipote dell’ex ministro Claudio – a Ilaria Cavo, passando per il leghista Edoardo Rixi. Un’attrazione turistica, il tappeto, ma anche politica: un simbolo del cammino vittorioso del centrodestra alla conquista della Liguria e di Genova.
Ma le elezioni sono passate e cominciano i guai: “Il red carpet si strappa, perde il colore che finisce in mare e macchia di rosso l’acqua di Portofino. Per non dire dei costi: 30mila euro della Regione solo per il tessuto, più altri 25 di comunicazione. Solo per la prima tratta”, racconta Tosi, alfiere della battaglia anti-tappeto.
Basta andare su Facebook. Termometro della politica quasi quanto le urne. Anche qui i liguri si sono divisi in due partiti. Pro e contro. Ecco le fotografie del tappeto che con l’acqua perde colore. Altri scatti: i marciapiedi tinti di rosso, il mare colorato.
“Tutti i giorni togliamo spumate di polverina rossa dai tavoli e dai frighi e in più la respiriamo… Sarà tossico?”, scrive Monica che lavora tra Rapallo e Santa Margherita.
I nemici del tappeto, come Pippo Rossetti (consigliere regionale Pd), giurano e spergiurano che il simbolo dell’era Toti “sta già perdendo i pezzi, la gente inciampa perché sotto ci sono delle buche. E non basta metterci sopra un tappeto, bisogna prima rattopparle”.
Il tappeto, che tra l’altro passa davanti alla villa di Silvio Berlusconi a Paraggi, rischia di perdere i pezzi dopo nemmeno un’estate. Di sicuro, oltre al record della lunghezza, il red carpet ne ha già conquistato un altro: le polemiche. A cominciare dai costi.
Racconta il consigliere M5S: “Ho chiesto due volte a Toti quanti soldi pubblici era costato quel benedetto tappeto, ma non sono riuscito ad avere risposte esaurienti. Alla fine sono andato a vedere le carte e ho trovato un totale di 55mila euro, tra cui 8mila euro per la copertura televisiva a Primocanale”, prima emittente ligure in cui ha cominciato la carriera Ilaria Cavo, assessore alla Cultura di Toti. Il punto per Fabio Tosi è anche un altro: “Le fatture per il tappeto sono intestate a Liguria Digitale, una società della Regione che in teoria dovrebbe occuparsi di informatica. Quella stessa società dove l’amministratore delegato era Marco Bucci, poi eletto sindaco di Genova (che si è dimesso prima dell’acquisto del tappeto). Non capisco cosa c’entri una società digitale con un tappeto rosso che ha fini turistici”.
Ma il red carpet ha avuto l’effetto sperato? “No, i turisti a maggio sono calati del 3% a Santa Margherita e dell’’8,4 a Rapallo”.
Ma la politica in stile tv finora ha pagato. Con la Liguria che pare diventata succursale Mediaset: Toti – ex direttore Tg4 – governatore. Cavo, già volto noto delle reti di Berlusconi, nominata l’assessore. Mentre la Regione ha appena stanziato centomila euro per un talk show nelle piazze liguri condotto da Paolo Del Debbio. Amico ed ex collega di Toti, che già era venuto in Liguria per sostenere il candidato sindaco Bucci.

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