Strade e ville fai da te a Sant’Ilario: sindaco, procuratore e vigili cosa ne dite?

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ECCO COSA SCRIVEVAMO UN ANNO FA…

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Una strada fai da te. Larga fino a quattro metri e lunga circa trecento. Asfaltata. Prima non c’era, adesso c’è.

A Sant’Ilario, sulle alture di Genova, è possibile. Chi l’ha costruita non è dato sapere. Non serve a tutti gli abitanti, ma soltanto un paio di ville.

Ma una domanda verrebbe da farla: è possibile che un privato costruisca una strada di queste dimensioni in uno dei luoghi più belli e tutelati della Liguria?

Non è soltanto la strada (di fatto aperta al traffico). Ci sono anche auto parcheggiate tra gli ulivi e decine di posti auto dove, in teoria, le auto non dovrebbero nemmeno arrivare.

Non basta: ecco fiorire ville dove, dicono i proprietari, ci sarebbero stati dei ruderi (che i vecchi abitanti del paese, però, non ricordano di aver mai visto).

Intanto, sempre dalla chiesa di San Rocco, altre due strade fai da te stanno nascendo verso nord (monte Fasce) e verso sud-ovest (Nervi). Ogni anno altri dieci, venti metri. Ecco altri posti auto, altro asfalto dove c’erano le creuze.

Altre ruspe lavorano apparentemente indisturbate. Per costruire non si sa che cosa (i cartelli previsti mancano quasi dappertutto).

“Non capisco come sia possibile. A me non hanno lasciato nemmeno allargare il pollaio di dieci centimetri. E c’è chi costruisce strade, posti auto e compagnia bella”, ti dice a bassa voce un contadino.

Tutto regolare?

Basterebbe dare un’occhiata alle vecchie foto aeree conservate dalla Regione o magari perfino a google maps per vedere cosa c’era in passato.

Com’è possibile? Sarebbe interessante sapere che cosa hanno da dire il Comune, la Procura e i vigili urbani che dovrebbero fare i controlli.

Perché la questione non è nemmeno l’eventuale abusivismo. Il punto sono le regole che, se possibile, sono perfino più importanti della natura.

Più d’uno tra la gente del paese in passato ha anche segnalato la questione a procura e forze dell’ordine. Senza molti risultati. A parte che poi ti ritrovi la macchina rovinata, le gomme sgonfiate (con il rischio di lasciarci la pelle in autostrada). E ti arrivano perfino minacce di morte.

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gabsindaco@comune.genova.it

procura.genova@giustizia.it

vigilanza@comune.genova.it

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