SINDACO DEI FASCISTI O DEI GENOVESI?

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BUCCI, PARTIGIANO A TARGHE ALTERNE

Non si può essere sindaci di una città italiana e far commemorare i fascisti con tanto di fascia tricolore. Non è possibile soprattutto a Genova.

Chi ha delegato un consigliere a rappresentare il Comune nella commemorazione dei caduti di Salò, con tutto un codazzo di nostalgici del passato? Bucci deve rispondere.

Forse il sindaco Marco Bucci fa l’americano e conosce meglio le guerre del generale Custer, ma Genova è medaglia d’oro della Resistenza.

Ormai non si contano più le incursioni di gruppi di estrema destra o apertamente fascisti nella vita di Genova. Manifestazioni per strada (ma che cosa ne dicono le autorità o preferiscono prendersela con gli immigrati che vendono mutande?), aggressioni, minacce, esternazioni violente anche di membri della maggioranza. Post nostalgici del ventennio sui social di presidenti di municipio!!! Fino a ieri: rappresentanti delle nostre istituzioni, e quindi di noi cittadini, che commemorano i caduti di Salò con tanto di fascia tricolore.
Tutti i morti meritano pietà, ma la scelta di andare al cimitero a ricordare i caduti di Salò ha un significato preciso.
La sera dell’elezione di Bucci fummo accolti da insulti quando come cronisti ci recammo al suo comitato. Responsabili la sorella del sindaco, un presidente di municipio e un gruppo di fascistoidi. Nessuno fiatò. Il sindaco non si dissociò, quindi sostanzialmente accettò.
Un pessimo esordio.
Il seguito è stato perfino peggiore.
Ma caro sindaco non si può dire che si vorrebbe vestire i panni dei partigiani e poi farsi sostenere da ambienti che flirtano con il fascismo. E’ un atteggiamento penoso, non degno della carica che ricopre. Si prenda la responsabilità delle sue azioni.
Sarebbe ancora più penoso se barattasse le sue convinzioni – ammesso che sia davvero così anti-fascista – per i voti dei nostalgici del Ventennio. Non è così, vero?
Ma soprattutto, caro sindaco, sappia che se un giorno i fascisti in città sentendosi legittimati e intoccabili dovessero spaccare la testa a qualcuno la responsabilità morale sarebbe di chi ha dato loro sostegno.
Si ripassi la storia sindaco, non solo quella americana di Buffalo Bill. I fascisti sono quelli delle leggi razziali, dei rastrellamenti nei ghetti, dei massacri di Stazzema, dell’omicidio Matteotti, di mille crudeltà. Un regime basato sulla sopraffazione verso i deboli e l’odio verso ogni diversità. Forse Mussolini è morto, ma il fascismo no. Anzi, è attualissimo.
Un po’ di coraggio, Sindaco, ci dica da che parte sta.

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