Sindaco Bucci, aria nuova o aria fritta?

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Dopo le promesse della campagna elettorale, dopo le parole, ci sarà un modo semplicissimo per capire chi è Marco Bucci e dove vuole andare davvero: le persone. Chi si metterà accanto.

Il giorno dell’elezione il neo-sindaco ha detto: voglio essere il sindaco di tutti. Voglio che anche chi non mi ha votato lavori con noi.

Ma il primo passo spetta a lui. Ammesso che faccia sul serio.

Facciamo un esempio concreto: Palazzo Ducale.

Nei giorni scorsi Luca Borzani ha fatto il bilancio del suo mandato. Ci sono stati 500mila visitatori l’anno. Ma soprattutto il Ducale è diventato una delle anime della città. Un luogo dove i genovesi – ma non solo – possono ritrovarsi per parlare di arte, politica, scienza, filosofia, religione. Di vita, insomma. Milano e Torino ci invidiano un luogo così.

Borzani è di sinistra. Sì. Ma ha svolto bene il suo compito.

Perché non riconfermarlo?

Ecco, se Bucci scegliesse persone in gamba, a prescindere dagli schieramenti, dimostrerebbe che le sue parole sono sincere.

Sennò, come si dice, sarebbero aria fritta.

Lo abbiamo già visto fare da un certo centrosinistra: le poltrone erano soltanto roba loro. E mezza città è rimasta al palo.

Speriamo non succeda di nuovo. Un paio di uscite durante la campagna elettorale, quando qualcuno sentendo aria di vittoria aveva già provato ad allungare la mani sul Ducale, non fanno ben sperare. Ma saremmo felici di ricrederci.

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