Sindaci che non amano le donne. Bucci incorona 31 ambasciatori: 30 maschi

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Dunque: o le donne genovesi sono delle sfigate, incapaci di generare una professionista, un’imprenditrice, una docente, un’esponente del mondo del volontariato, un’attrice, una musicista, financo una qualche nobildonna con sangue almeno azzurrino, meritevoli di un pubblico riconoscimento o….. Oppure.

Oppure il sindaco Marco Bucci ha un serio problema con l’altro sesso. Incapace di capirlo, di conoscerlo, apprezzarlo, di volerlo scoprire uscendo dallo stereotipo dei soliti quattro maschi tronfi, bolsi e prostatici che contraddistinguono il potere genovese, che sia di sinistra o di destra. Solo così si spiega la circostanza che ha visto una sola donna, titolare di una epicerie a Parigi (che in fondo le femmine stanno bene solo in cucina), nominata ambasciatrice di Genova nel mondo da Bucci  – meglio di una seconda donna anche un ex latitante condannato per corruzione-. Che d’accordo, per qualcuno potrà pure essere la più classica delle operazioni di pura immagine politica, ma anche la forma vuole la sua parte e la forma che Genova trasmette oggi nel mondo sembra quella della riunione di un club saudita.

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