Il senso di Bizzarri per la cultura, fra piselli e mostre non sue

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Nelle sue prime giornate da neo presidente della Fondazione Ducale Luca Bizzarri ha inaugurato due mostre. Nella prima, su Merello il suo apporto fondamentale è stato dire ai genovesi “alzate le chiappe e andate a vedere la mostra”. Nella seconda, quella appena partita su Picasso ha scritto un lungo post scrivendo che è “la mostra più importante che la nostra città abbia ospitato negli ultimi anni” e si è augurato che questa mostra serva a Genova per “farla crescere e abbandonare le polemiche da pianerottolo alle quali è stata abituata”.

Tutto benissimo, ma sarebbe stato anche meglio, e forse più elegante, ricordare che questa mostra è stata decisa e organizzata quando ancora lui si occupava solo di fare gli spot per Sky e si esercitava a dialogare con la macchinetta del caffè. In altri termini non c’è nulla, nulla, e ancora nulla di Bizzarri in questa mostra.

L’apporto del neo presidente del Ducale alla cultura locale, lo si può rintracciare invece in una considerazione postata oggi su Facebook che in tre righe risolve alla perfezione dubbi, angosce e interrogativi sui temi potere, sesso, rapporto uomo donna.

Leggetelo e riflette anche voi.

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