SALVIAMO LA SANITA’ PUBBLICA DAI PROGETTI DI TOTI

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NEL SILENZIO QUASI GENERALE LA SANITA’ PUBBLICA LIGURE RISCHIA DI ESSERE SMANTELLATA. ECCO UN ARTICOLO COMPARSO IERI SUL FATTO QUOTIDIANO.

Le mani dei privati sulla Sanità pubblica ligure. Ora il governatore Giovanni Toti fa sul serio, preparandosi a investire centinaia di milioni per progetti che spalancano le porte ai colossi del settore, che vale quasi il 70% dei bilanci regionali. “Operazioni – denuncia Alice Salvatore, capogruppo M5s in Regione – troppo spesso gestite dall’Azienda regionale Alisa, sottratta al controllo diretto del Consiglio regionale”.
L’ultima notizia, comparsa sul Secolo XIX, è l’avvio dello studio di fattibilità per un ospedale agli Erzelli. Una struttura da 382 posti letto che servirà 330mila cittadini del Ponente genovese. La struttura sarà realizzata e gestita da privati. Si era parlato del gruppo Humanitas. Non solo: saranno ridotte altre strutture pubbliche del Ponente di Genova. Un’operazione sanitaria oppure economica? Il progetto Erzelli era nato come cittadella tecnologica. Un’iniziativa guidata da un imprenditore targato Pd e sostenuta perfino dall’allora presidente Giorgio Napolitano. Poi cominciarono i guai. E i tentativi di puntellare il progetto con soldi pubblici: il conto potrebbe arrivare a 300 milioni, tra università, stazioni e teleferiche. Ora ecco l’ospedale che, sostiene Salvatore, “presenta gravi incognite: mancano i collegamenti e il progetto è stato concepito per un uso diverso. E non è stata ultimata la bonifica del terreno”. Ma gli Erzelli s’hanno da fare anche perché nelle loro casse hanno ottenuto 250 milioni di finanziamenti dalla Carige all’epoca di Giovanni Berneschi. E ora la banca – che tra i nuovi soci conta figure non ostili a Toti – deve rientrare.
Erzelli, ma non solo. La Regione ha deciso di affidare ai privati anche tre ospedali pubblici del Ponente: Cairo Montenotte, Albenga e Bordighera. Per privatizzarli la Regione è disposta a investire 385 milioni in 5 anni. Non finisce qui: “La Regione ha già impegnato 41 milioni per il nuovo Galliera”, racconta Salvatore. È il progetto caro al cardinale Angelo Bagnasco per sostituire lo storico ospedale del centro di Genova. Con molte polemiche: primo, l’investimento pubblico per una struttura guidata da una fondazione presieduta dal cardinale. Poi l’aspetto immobiliare: il progetto prevede centinaia di appartamenti e c’è da definire la destinazione della struttura storica in pieno centro. Se venduta, varrebbe oro. La Corte dei Conti ha avanzato dubbi sulla sostenibilità del progetto. Ancora: c’è l’ospedale di La Spezia costruito dal gruppo Pessina, quello della fu Unità. Toti, durante la campagna elettorale del 2015, criticò il progetto. Poi la sorpresa: alle recenti cene elettorali del centrodestra genovese viene annunciata la presenza dei vertici Pessina. Ecco la sanità di Toti. Che moltiplica i posti letto privati (oggi appena 290). “Mentre la Regione chiede continui efficientamenti al pubblico. Addirittura al Gaslini, eccellenza per la pediatria”, conclude Salvatore. E c’è poi il progetto che rischia di stravolgere i consultori infantili, eccellenza della sanità pubblica ligure. Conclude il M5S: “Intanto si spendono centinaia di milioni per progetti privati”.

Toti con Gabriele Volpi, secondo azionista Carige, e Gianpiero Fiorani

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