SALVIAMO I CONSULTORI PER LE FAMIGLIE E I BAMBINI!

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Nel silenzio generale Genova e la Liguria rischiano di perdere un altro pezzo fondamentale dell’assistenza sanitaria pubblica. Bisogna salvarlo. E’ una battaglia che deve coinvolgere tutti i cittadini. Tutti noi.

Parliamo dei consultori che da oltre quarant’anni assistono a accompagnano le famiglie e i bambini. Un presidio indispensabile per i piccoli liguri, in una regione che pare essersi dimenticata delle nuove generazioni. Ma un sostegno anche per i genitori che spesso si trovano soli mentre affrontano un nuovo compito. Meraviglioso, ma delicatissimo.

Non si possono lasciare soli bambini e famiglie in nome dei tagli di bilancio. Mentre la stessa Regione ipotizza di spendere decine di milioni di euro per l’ospedale Galliera, tanto caro al cardinale Angelo Bagnasco, oppure per il nuovo ospedale degli Erzelli. Tanto caro a banche e imprenditori privati.

Sarebbe da scendere in piazza. Da raccogliere migliaia di firme. E invece quasi nessuno apre bocca.

Un gruppo di mamme ha scritto una lettera aperta: “La Asl 3 su richiesta di Alisa – Sistema Sanitario Regione Liguria – avrebbe deciso di smembrare la Struttura Complessa Consultoriale che da oltre 40 anni ha compreso e integrato sul territorio questi Servizi: Neuropsichiatria Infantile, Riabilitazione (Logopedia, Neuropsicomotricità, Pedagogia) Medicina scolastica, Ginecologia, Pediatria, Psicologia infantile, Tutela minori, Percorsi nascita, Centro giovani, Centro maltrattamento e Abuso, Adozioni, Laboratorio dei conflitti.
Tutti questi Servizi, gratuiti e liberamente accessibili a tutti i cittadini, sono fondamentali per la tutela della maternità, dell’infanzia e dell’adolescenza, della coppia e della famiglia , come prevede la legge istitutiva del 1975”.

Pensiamo concretamente agli effetti di questa scelta: le attività riabilitative per i piccoli (dalla logopedia alla psicomotricità) non sarebbero più svolte nell’ambiente dedicato e protetto del consultorio, ma nei centri di salute mentale. I piccoli pazienti vedrebbero anche le loro patologie più contenute trattate in strutture per adulti, magari affetti da disturbi gravissimi. Il rischio è che i genitori si arrendano, si scoraggino. Rinuncino ad affrontare disturbi che possono essere superati. E che invece, se trascurati, sono destinati a diventare ben più gravi e invalidanti.

Non solo: rischiano di sparire o essere compromessi altri servizi preziosi. Eccellenze della nostra regione. Pensiamo al percorso nascite, all’assistenza dopo la nascita che aiuta tante madri a rischio di depressione post partum. Per non dire del sostegno all’allattamento, della psicologia infantile, del corso di massaggi. Poi il servizio vaccinazioni per i più piccoli, che dovrebbero così recarsi all’ufficio igiene.

Chi ha avuto la fortuna di portare i propri figli al CONSULTORIO PEDIATRICO sa di che cosa parliamo. Non è facile all’inizio, appena sei diventato madre e padre. Hai bisogno di persone esperte che ti consiglino, ma anche di un ambiente familiare. Rassicurante.

Così ti ritrovi in quelle stanze curate. Vicino ad altri genitori. Gente diversa per provenienza, età, cultura, idee, ma che condivide la sorte di essere genitore. E già questo è importante: parlarsi, confrontarsi. Capire che non si è soli.

Ma ci sono soprattutto i medici, gli infermieri e gli assistenti. Che ti accolgono in ambiente diverso da quello di un ospedale. Insieme professionale e familiare. Qui è facile confidarsi e chiedere aiuto. Così spariscono i timori immotivati, ma soprattutto si riescono ad affrontare problemi veri che altrimenti rischierebbero di essere ignorati.

Senza i consultori tanti disagi dei bambini e delle mamme non verrebbero mai alla luce.

Se i consultori chiuderanno i battenti i bambini e le famiglie perderanno un luogo concepito per loro. Finiranno in strutture nate per gli adulti dove ogni PAZIENTE ha soltanto quindici minuti. Poi avanti un altro.

Nei consultori prima di tutto si parla e si è ascoltati. E poi, se serve, si cercano terapie.

MA LA PRIMA ‘CURA’ DI CUI HANNO BISOGNO LE FAMIGLIE – PAPA’ E MAMME LO SANNO – E’ COMUNICARE.

Dobbiamo salvare i nostri consultori. E non soltanto per la salute dei nostri figli e delle mamme.

In quelle stanze curate, tra quegli oggetti scelti con attenzione nonostante la scarsità di risorse, si riscopre e si coltiva anche il rapporto tra i cittadini, soprattutto i più piccoli, e il PUBBLICO che si prende cura di loro.

Ma soprattutto una città che non pensa ai suoi bambini, che preferisce spendere decine di milioni in progetti di nuovi e inutili ospedali, non è giusta. Non ha futuro.

SALVIAMO I NOSTRI CONSULTORI.

Scrivete anche voi a Giovanni Toti e Sonia Viale:

presidente@regione.liguria.it

assessore.sanita@regione.liguria.it

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