HO PAURA PER GENOVA

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“Sansa, fai schifo. Merda!”.

L’esordio dei supporter di Marco Bucci nei rapporti con la stampa e il dissenso non è dei più rassicuranti.

Stai camminando nel comitato elettorale del neo-sindaco e d’improvviso vieni sommerso da una salva di insulti. Perché? Soltanto perché hai fatto il tuo lavoro: il cronista.

Come era accaduto in passato con il Pd, con i Cinque Stelle. Con tutti.

Mai, però, ti era capitata una reazione così. Insulti, minacce.

Fai un altro passo ed ecco un gruppo di persone che appena ti vede dice: “Sento puzza di merda. Fa schifo lui come suo padre. Non provare ad avvicinarti!”.

Scusi, dite a me?, provi a chiedere. Ma loro con la vigliaccheria che contraddistingue da sempre la mentalità fascista piegano lo sguardo verso terra. “Dicevamo solo che c’è puzza di merda”.

Poi altri insulti, da voci che subito si nascondono: “Merda, infame, venduto”.

Fino alla chicca finale: si presenta il neo-presidente del municipio Genova Levante (per inciso il mio). Mi si piazza a un centimetro dal volto alitandomi in faccia: “Vergognati, giornalaio, vergogna. Tu non conosci la storia (del Fascismo, ndr)”.

Quale sarebbe la mia colpa? Aver scritto che su Facebook lui ha condiviso post che esaltavano i presunti meriti del Duce. Basta che andiate a vedere sulla bacheca Facebook del signor Carleo – ex carabiniere – se non ha fatto sparire tutto.

Brutta serata. Ero a Genova, ma non la riconoscevo più.

No, non ho avuto paura per me (da gente così, che non guarda nemmeno negli occhi, proprio no).

Per la mia città, però, adesso ho paura. Se questo è l’inizio, ci aspettano tempi duri.

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