I professionisti della politica

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Intendiamoci: non abbiano nulla contro chi vive di politica. I politici di professione servono perché amministrare vuol dire sapere utilizzare al meglio – cioè per i cittadini – leggi e norme e per amministrare ci vuole anche esperienza.

Il problema, semmai, è chi vivacchia di politica.

Ma il punto è un altro: i due signori nella foto sono Francesco Bruzzone e Matteo Salvini. Il primo ha appena lasciato la presidenza del consiglio regionale per andare in senato, il secondo è il Matteo nazionale.

Fanno parte della Lega Nord che è un partito che ha sempre attaccato la Roma Ladrona dei politici di professione, i leghisti erano contro l’establishment, erano per la gente che lavora, soprattutto quelli che fanno gli imprenditori, i professionisti o i commercianti, e che vogliono essere rappresentati da chi sa cosa sia il duro lavoro. Appunto. Quanto ne sanno di lavoro non politico i nostri due protagonisti?

Le esperienze lavorative di Salvini sono note: breve impiego in un fast food e consegna di pizze dopo il liceo fino a quando, a 20 anni, nel 1993, intraprende la carriera politica nella Lega.

Francesco Bruzzone, invece, è stato uno di quei vituperati – ai tempi della Lega ruspante – dipendenti statali fino al 1995 quando, all’età di 32 anni, ha lasciato il posto da impiegato nel Comune di Genova per entrare in Regione Liguria da consigliere. Ne è uscito poche ore fa per andare in Senato. Quindi: 23 anni filati in Regione e i prossimi cinque – se sarà fortunato – in Senato.

Quindi? Quindi niente, basta saperlo. E ricordarsene di fronte a slogan elettorali che invocano “tagli ai costi della politica, lotta alla casta, guerra ai privilegi, giustizia per gli italiani disoccupati, muri contro gli africani che vengono qui a rubare il lavoro”….. (per fortuna a Bruzzone e Salvini nessuno ha rubato nulla).

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