PD, IL PARTITO NON C’E’ PIU’, MA LA SUA GENTE RESISTE

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Appena scriviamo un post dedicato al Partito Democratico, agli anni (decenni) di Claudio Burlando o a Raffaella Paita arrivano migliaia di contatti.

Sarebbe, però, sbagliato liquidare questo interesse pensando che sia dovuto soltanto alla delusione profonda lasciata in eredità da una classe dirigente che ha dominato la Liguria. Un partito che l’ha portata a una crisi profondissima. Ed è parso aver voltato le spalle alla propria storia e alla propria terra.

Quella stessa classe politica che oggi, basta leggere i nomi dei possibili candidati, si ripropone come nulla fosse successo. Fatti loro, verrebbe da pensare, raccoglieranno quello che seminano.

Ma c’è molto altro. Queste migliaia di contatti testimoniano anche altro: il Partito Democratico in Liguria rischia di scomparire, dopo aver perso la Regione e tutti i capoluoghi. La sua gente, però, esiste ancora.

Resiste – oltre il Partito che l’ha rappresentata e forse tradita – un’identità politica, ma ancor prima culturale e sociale. Un’anima, verrebbe da dire. E’ quella che pensa a una rinascita della Liguria che non dimentichi gli ultimi. Che crede nella solidarietà e in una ripartizione più equa delle ricchezze. Che riconosce valore al lavoro non soltanto guardando al reddito che produce. Che, pur ammettendo le difficoltà legate all’immigrazione, non riserva agli immigrati espressioni sprezzanti e crudeli. Un’anima che rifiuta i FASCISMI.

Esiste ancora quest’anima, anche se non vota più per il Partito.

Molti forse non andranno alle urne. Alcuni si sono rifugiati nel M5S che, a differenza di quanto accade altrove, pare più orientato verso la sinistra che verso la destra (per quanto queste classificazioni abbiano ancora valore) e i suoi leghismi.

E sbaglierebbero Giovanni Toti e Marco Bucci a umiliarla seguendo gli umori e il ricatto politico dei loro alleati di estrema destra.

Non basta come ha fatto il sindaco di Genova schierarsi con il partigiano Bisagno e poi uscire dall’aula quando si vota una mozione contro i nuovi fascismi.

Esiste ancora un’altra anima della Liguria, di Genova, di Savona, di La Spezia. Delle città che sono state partigiane e operaie. Non esiste più la Resistenza, non esistono ahimè più molte fabbriche. Ma è ancora vivo e forte il desiderio di progettare un futuro che non escluda nessuno. E’ un grande patrimonio della Liguria.

Non chiamiamola più sinistra. Ma l’anima antica – e oggi modernissima – della Liguria resiste. E’ forse ancora MAGGIORANZA. Il grande paradosso è che non trova più nessuno a rappresentarla politicamente.

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