Palmaria: non solo Capri, un’altra isola è possibile

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Isola Palmaria della Spezia: quando le associazioni e i cittadini  non solo protestano, ma studiano e propongono. Saremo ascoltati?

GIARDINO SELVATICO di TERRA e di MARE è un progetto presentato poche settimane fa alla Spezia dopo un anno di lavoro multidisciplinare ed è volto alla tutela e alla valorizzazione, in termini ecologici, di tutte le risorse dell’isola sia come VALORE in sé, sia per poter indirizzare al meglio un turismo-già presente- che sia sostenibile e consapevole.

Questo progetto si pone in alternativa all’idea di realizzare, per la nostra isola un modello tipo “Capri”. La Regione Liguria, che attraverso il suo presidente ha parlato di voler importare quel modello ha in mente invece un altro  progetto, e cioè realizzare un  MASTERPLAN, e in questo senso recentemente è stato incaricato della sua realizzazione l’architetto Kipar, già noto per l’abbattimento dello scheletrone della Palmaria e la realizzazione – da parte delle amministrazioni- di un progetto di passeggiata a mare e realizzazione di “piccoli” approdi per le barche molto discusso e contestato. Il nodo poi è la partecipazione. Fino ad oggi tutti -Regione, Comune di Portovenere – hanno parlato di partecipazione ma nulla si è visto all’orizzonte. Legambiente e Italia Nostra hanno chiesto di essere presenti, in maniera permanente nei due tavoli – quello politico detto ” cabina di regia è quello tecnico, di supporto – ma finora l’unica risposta della Regione, tramite l’assessore Scajola è stata: vi consulteremo. Non esattamente quello che avevamo chiesto.

La mappa che accompagna il Progetto “Palmaria giardino di terra e di mare”  bene illustra le molte ( e talora sconosciute) emergenze ambientali e naturalistiche presenti.  Così il Percorso BOTANICO che abbiamo proposto evidenzia, tra gli altri, il sito/giardino del PAPAVERO GIALLO INSULARE a Punta Secca ed  IL GIARDINO DI SCOGLIERA, nella parte più alta della falesia di fronte al mare aperto, oltre all’orto/giardino sommitale (quota 189m.) ricco di specie  profumatissime come timo, ruta  ed elicriso. Nella parte sommitale (STAZIONE ORNITOLOGICA) si svolge periodicamente -ormai da decenni – un campo di avvistamento, cattura e innanellamento dei migratori secondo un progetto, dell’ISPRA (Istituto Protezione e Ricerca Ambiente).

Ma altrettanto  o ancor più pregevoli sono quelli che abbiamo chiamato GIARDINI di MARE, che posso essere visti da tutti prevedendo ad esempio l’utilizzo di una barca con fondo di vetro, già presenti in molti altri siti. Ci sono presenze fondamentali come quelli delle gorgonie e dei coralligeni, o della importante Posidonia marina.

Altri emergenze sono le colture tipiche e quelle silvestri (macchia e boschi di lecci e pini d’Aleppo) o floreali.

Non si può sintetizzare in poco spazio un progetto così analitico, ma oltre ai valori naturalistici, si sono sottolineati quelli antropici, riservando spazio alle fortificazioni militari dell’isola, da preservare nella forma originale perché così solo possono  raccontare interi brani di storia militare e di storia tout court. Infine all’interno del FORTE CAVOUR (il più antico, data dal 1856) possono essere previste attività artistico-espressive o anche scientifiche, che ben si sposano con la tranquillità e bellezza del luogo.

Tutto questo può avvenire con la definizione di un vero e proprio “CONTRATTO d’ISOLA”, ovverosia un accordo di natura volontaria tra enti, amministrazioni, associazioni, abitanti che metta al centro la preservazione dell’isola e che, attraverso successivi progetti condivisi, mettere in campo risorse e competenze per realizzarsi. Si tratta solamente di prendere a riferimento quanto già avvenuto per i ” Contratti di Fiume” realizzati in molte parti d’Italia e che nella nostra regione hanno visto una significativa elaborazione nel fiume Entella.

Stefano Sarti Vice Presidente Legambiente Liguria

Luca Cerretti responsabile Italia Nostra La Spezia

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