Il padrone dell’Unità a cena da Toti e Bucci

0
1624

Festa di raccolta fondi per Marco Bucci, candidato sindaco del centrodestra a Genova: 500 euro a testa.

Scorrere la lista dei presenti è utile a capire che menu propone Bucci per la città. Ancor più che leggere il suo programma.

Ecco, per dire, che le cronache segnalano la presenza di Guido Stefanelli, amministratore delegato della società proprietaria dell’Unità e del gruppo Pessina. Strano effetto: nella Genova che fu rossa, il numero uno del giornale che fu di Antonio Gramsci. Per sostenere il candidato di Forza Italia e della Lega. Accanto a Bucci a fare gli onori di casa c’era anche il padrino politico del candidato: Giovanni Toti. E qualcuno ha fatto notare che proprio Toti, presidente della Regione, dovrà occuparsi dell’ospedale di La Spezia. Quell’appalto da 165 milioni vinto dal gruppo Pessina nella gara di cui si è occupata la trasmissione Report. All’epoca il governatore della Liguria era Claudio Burlando (Pd). E Toti, allora candidato alle elezioni, fu durissimo: “È singolare che a pochi giorni dal voto si firmi un appalto da centinaia di milioni per la realizzazione di un nuovo ospedale. E che il gruppo che lo realizzerà, unico a presentare l’offerta, sia il maggiore titolare delle quote dell’Unità, il giornale che il segretario del Pd e premier Matteo Renzi si è preso l’impegno di salvare. Sarà tutto certamente regolare, ma lascia perplessi”. Sono passati due anni e Toti e gli imprenditori siedono alla stessa tavola.

Ma la lista dei presenti non finisce qui. C’è Paolo Emilio Signorini, il nuovo numero uno del porto, quello che le cronache hanno spesso definito l’ex delfino del signore delle grandi opere, Ercole Incalza. Se sia opportuno che il presidente del Porto si schieri per un candidato lo lasciamo giudicare a voi…

Poi – ne abbiamo già parlato – Aldo Spinelli. Era stato annunciato anche Vittorio Malacalza. Chissà se ha cambiato idea o se ha pensato bene di puntare sul basso profilo. Forse non sarebbe appropriato che il numero uno della prima banca cittadina scendesse così apertamente in campo (a parte il rischio di schierarsi dalla parte sbagliata).

Una cena che raccoglie fondi. Ma che soprattutto mostra un cambio di passo. E’ la prova generale di una classe dirigente di Toti. Certo, difficile definirla nuova. Ma soprattutto sono le stesse facce che vedevamo all’Europa con Burlando – vedi, appunto, Spinelli – oppure associate alla candidatura di Raffaella Paita nel 2015 – gli stessi Malacalza.

Ma qual è – a parte il potere – il filo rosso che lega il burlandismo e il totismo?

Rispondi