Il sindaco Bucci, a metà ottobre, prevedeva entro la fine del suo mandato un aumento della popolazione genovese pari a 100mila persone.

Neppure due mesi dopo, il 6 dicembre, durante la presentazione della neonata Agenzia per la famiglia,fissava a 40/50mila persone le previsioni di crescita della popolazione genovese nel periodo del suo mandato.

Come ricorda sempre lui stesso, Bucci è un manager prestato alla politica ed è con logica aziendale che ha affrontato il suo compito, quello di guidare la città per cinque anni.

Proprio queste sue caratteristiche fanno ipotizzare che questo boom demografico annunciato e poi corretto, sia fondato non sui noti annunci propagandistici della vecchia politica bensì su solide basi di indagini statistiche, programmi di sviluppo e proiezioni scientifiche.

Bucci non le ha ancora indicate, è vero, ma è impossibile pensare che un rappresentante delle istituzioni butti lì dei numeri, dei numbers nel suo caso di manager che ha lavorato negli Usa, come se dovesse giocarli al lotto.

Al momento ha solo anticipato qualche punto legato ad investimenti e aiuti al mondo economico imprenditoriale che consentiranno a Genova di attrarre nuovi abitanti grazie ai nuovi posti di lavoro, a opportunità di business, di studio, di commercio. E attraverso un sostegno diffuso alla famiglia. Certo, parliamo di famiglia tradizionale, visto che la neonata Agenzia è stata affidata a un’ultracattolica, l’avvocato Simonetta Saveri, che probabilmente concentrerà l’attenzione sul nucleo tradizionale e magari un po’ meno sulle famiglie che la chiesa ancora stenta a riconoscere. Ma non è detto che Saveri cambi idea. Qualche anno fa quando la Saveri faceva parte del direttivo del Pdl locale, assieme ad altri esponenti del partito firmò un documento (tra i firmatari anche l’attuale consigliere comunale Mario Mascia) in cui definiva Enrico Musso un traditore perché in procinto di passare al gruppo misto in Senato. Oggi Musso è uno dei saggi della giunta Bucci ma la presenza del “traditore” non pare creare un ostacolo a Saveri nel sedersi allo stesso tavolo.

Il fatto è che la politica spesso non ha memoria.

Ma sicuramente non può essere il caso del sindaco sulle previsioni di crescita della popolazione. In un mese e mezzo il dimezzamento della cifra deve essere sicuramente frutto di studi accurati. Aspettiamo, fiduciosi, di conoscerli.

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