Migranti, se la notizia racconta la banalità del bene

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Dovremmo forse interrogarci tutti, giornalisti e lettori se un gesto banale, come la restituzione al proprietario di un portafoglio smarrito diventa una notizia rilanciata anche dall’agenzia Ansa.
Naturalmente se i protagonisti del gesto fossero stati due italiani il fatto non avrebbe trovato spazio ma trattandosi di due migranti lo è diventato.
Non stiamo parlando di un milione di euro, cifra che renderebbe la notizia ghiotta aldilà del colore e della posizione sociale del protagonista.
Quindi gli organi di informazione perchè ne scrivono? Perchè danno voce alla pensata comune che un migrante è fondamentalmente un predatore, per non dire ladro o profittatore? Oppure, versione buonista, perchè il suo status di disperato implica atteggiamenti di sopravvivenza spicciola che non contemplano valori e moralità?

Ci racconta l’Ansa: “Migranti: trovano portafoglio con 35 euro e lo restituiscono. Proprietario commosso gliene regala 40, ‘benvenuti in Italia’ (ANSA) – GENOVA, 15 AGO – Due giovanissimi migranti africani richiedenti asilo ospiti in un paesino dell’entroterra di Genova hanno trovato un portafoglio sul treno contenente 35 euro e lo hanno consegnato all’educatrice che gestisce il centro. La donna ha rintracciato il proprietario del portamonete per restituirglielo. L’uomo, Salvatore Scalabrini, pensionato, ha regalato ai due ragazzi 20 euro a testa, li ha ringraziati affermando: “Ce ne fossero di ragazzi come voi. Benvenuti in Italia”. A raccontare la storia è Gabriella Profumo, l’insegnante e gestore del centro a Fumeri, paesino che ospita i due migranti. “Le parole di quel pensionato mi hanno commosso – ammette – perché conosco bene quei due ragazzi e so che hanno alle spalle esperienze terribili. Sono sbarcati dai barconi dopo una prigionia nelle carceri libiche dove sono stati rapinati di tutto e torturati”. I ragazzi si chiamano Jafra Drame, 19 anni, della Guinea, e Mamadì Sware, 17 anni del Gambia, ormai come fratelli. “Quando gli ho chiesto perché non hanno aperto il portafoglio – racconta Gabriella – mi hanno risposto in modo disarmante ‘Perché avremmo dovuto? Non è roba nostra’”. Il centro che ospita i due africani è gestito dalla Croce Bianca Genovese. Il presidente della pubblica assistenza Walter Carrubba non si stupisce del gesto dei due ragazzi. “Conosco molti degli ospiti dei nostri Centri di Accoglienza Temporanea e so che hanno una grande rettitudine morale. E poi noi non ci limitiamo ad ospitare i migranti, ma li impegniamo in lavori utili, gli insegniamo l’italiano e il senso civico rimarcando soprattutto il valore dell’onestà”.

Walter Carrubba è sicuramente uno dei piccoli grandi eroi del volontariato genovese ma forse qui, nella foga di un commento ferragostano è andato anche oltre le sue convinzioni. Non è detto infatti che ai migranti debbano essere insegnati senso civico e onestà. Probabilmente alcuni di loro potrebbero insegnarli a tanti italiani. Poi tra i migranti ci saranno delinquenti e mascalzoni come tra di noi.
Chissà se saranno prima i media o i cittadini italiani a disfarsi dei luoghi comuni sui migranti. Nell’attesa, ci sta anche sottolineare il senso civico di due esseri umani. Una banalità che non fa male a nessuno.

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