LIGURIA, ESSERE UN NININ A 50 ANNI

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Insopportabili. Vorresti prendere il giornale e tirarlo dalla finestra. Spegnere la tv.

“A cinquant’anni mi sento meglio che mai”. “Sono sempre più in forma”. “Non sono mai stata così bella”.”Questa è la più bella età della vita”. Sarà… ma le interviste ad attori e uomini di spettacolo che giunti alla maturità dicono di sentirsi un fiore sono insopportabili. Andate al diavolo!

Ve la ricordate la scena del film di Nanni Moretti? QUI 

L’amico gli porge un metro, indica 80 centimetri. Gli dice: “Tu vuoi vivere ottant’anni… adesso ne hai 44. Ecco quello che ti resta”.

E zac… Il metro si accorcia. Inesorabilmente.

Ma un rimedio c’è: venire in Liguria.

Soltanto in Liguria. Vi alzate la mattina. Vi guardate allo specchio e vedete un tizio che non riconoscete. Provate a pulire lo specchio, ma… niente. E’ sempre lì con uno sguardo vitreo da branzino. No, il guaio non è il riflesso, siete proprio voi. “Il mezzo del cammin di nostra vita” lo avete raggiunto – e magari superato – senza accorgervene. D’improvviso il tempo ve lo trovate addosso. Dentro. E non sapete come liberarvene. Che fare? Andare a correre? Provare con la piscina? Iscrivervi a un corso di salsa o di yoga? Prenotare un viaggio con Avventure nel mondo? No, non oggi.

Vi verrebbe da togliervi l’orologio, da prendere a cannonate il campanile che batte le ore. Vabbè, pensate, intanto io ero già vecchio a vent’anni.

Uscite con passo strascicato, cercando di evitare il tizio dello specchio quando guidate e guardate nel retrovisore. Ma lui vi segue ovunque, lo ritrovate nei riflessi delle vetrine, nel cristallo dietro il bancone del bar. Vi guarda. Vi perseguita.

Non resta che annegare la disperazione in una bella fetta di focaccia. Così vi schierate davanti alla commessa e chiedete: “Me ne dia uno… due… tre etti”. Tanto ormai… che differenza fa?

E in quel momento sentite una voce alle vostre spalle: “Nan, c’ero prima io”. Fate finta di niente e guardate la commessa. Ma ecco che la sentite di nuovo: “Nan, hai capito? C’ero prima io!”. Allora vi guardate intorno. No, non c’è nessuno oltre a voi e a una signora sull’ottantina: “Dice a me?”, vi puntate l’indice sul petto. E lei: “Senti nan, non si passa davanti agli altri”.

Per un attimo vorreste rispondere che no, eravate entrati prima. Poi, però, risentite dentro di voi quella parola: “nan”. Bambino. Sì, l’ha detto proprio a voi. E allora la giornata torna a sorridervi. La vorreste baciare, abbracciare la vecchia signora.

Siete di nuovo bambini. Vi sentite di nuovo più leggeri. Quasi belli.

Soltanto in Liguria può succedervi, soltanto qui dove l’età media è 48 anni.

Bella Londra, bella Berlino. Stupenda New York. D’accordo, ma se cammini per strada ti senti sempre la sensazione di rimanere indietro. Anche se corri.

Invece qui, e soltanto qui, sei ancora “nan, ninin”. Non importa che tra poco arrivino i cinquant’anni.

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